BAGNOLI: L’OSSERVATORIO POPOLARE ANNUNCIA LE VISITE PER VERIFICARE BONIFICHE IN CORSO

Bagnoli. Periferia ovest di Napoli. C’è un muro che divide il quartiere dall’area in cui un tempo sorgeva la fabbrica siderurgica Italsider e che oggi costituisce una immensa area inquinata in attesa di bonifica da circa 25 anni. Un’area che attende di essere restituita alla popolazione, riconvertita da luogo di produzione ma anche di devastazione ambientale e morte a occasione di vita migliore per tutte e tutti le/gli abitanti.

Le prime opere di bonifica e messa in sicurezza sono oggi iniziate. L’Osservatorio Popolare per la bonifica e la riconversione dell’aree del SIN Bagnoli-Coroglio rappresenta il risultato maggiore conseguito dalla popolazione: quello di aver ottenuto uno strumento formale di monitoraggio dal basso e accesso ai dati tecnici, per poter partecipare, controllare e decidere in merito al processo cominciato oggi, ma soprattutto riguardo la definizione delle funzioni d’uso delle aree di domani.

Il 25 Aprile quel muro lo abbiamo superato non solo metaforicamente: gli abitanti assieme a giovani, disoccupati della zona hanno invaso quelle aree. Perché controllare non basta, abbiamo il diritto di guardare cosa vi sia dietro quel muro; di essere materialmente coinvolti da protagonisti in questo processo. Riportiamo un frammento di un’intervista della giornata da parte di un abitante: «Il 25 Aprile abbiamo deciso insieme a tanti abitanti del quartiere di entrare all’interno del cantiere dell’area Ex Italsider: una presa di posizione forte e che serviva a contrastare le titubanze del soggetto attuatore e degli attori politici in campo su Bagnoli. Nelle precedenti settimane, infatti, in dichiarazioni a mezzo stampa e in affermazioni avute in diverse riunioni, i rappresentanti di Invitalia ponevano dei dubbi sia sulla rimozione della colmata (necessaria per proseguire la liberazione della linea di costa come affermato nel PRARU) e sulla possibilità di organizzare delle visite per gli abitanti per monitorare l’andamento della bonifica. Per motivi diversi, due elementi fondamentali per il futuro del nostro quartiere: la rimozione della colmata è necessaria per la restituzione della spiaggia pubblica; le visite uno strumento di trasparenza per colmare il gap di fiducia venutosi a creare in 30 anni di malaffare sul nostro territorio».

Un’invasione che sa di riappropriazione dal valore non solo simbolico ma concreto: a Bagnoli conteranno le azioni e qualunque tentennamento da parte degli attori istituzionali sarà pubblicamente affrontato per essere superato. A chi dice che queste azioni sono “inopportune” se non “ostacolanti” nei confronti delle parti in causa che hanno iniziato le opere di cantiere rispondiamo che il lavoro di bonifica e riconversione può essere tale solamente se i bisogni di un territorio devastato per anni facciano da centro decisionale e di garanzia per il suo svolgimento. Di bonifiche fantasma ne abbiamo viste tante, di speculazione anche, mentre gli ammalati di tumore aumentano e i giovani vanno via. Svolgere controllo popolare come riconosciuto dallo stesso soggetto attuatore Invitalia e dal commissario governativo per la bonifica Floro Flores può solo essere un valore aggiunto a tale processo, noi ribadiamo e precisiamo: non solo valore aggiunto, bensì unica reale garanzia ed è per questo che crediamo sia necessario svolgere non solo momenti tematici sul piano tecnico ma anche discussioni generali e vincolanti sulla riconversione e restituzione delle aree.

Ancora, si legge in un’intervista: «Auspichiamo che Invitalia e tutti gli attori politici in campo su Bagnoli alimentino il dialogo democratico e la possibilità di sfruttare l’opportunità di controllo collettivo data dall’Osservatorio. È un elemento di garanzia per la popolazione, ma anche per loro, che possono utilizzare noi come interfaccia con il territorio, storicamente diviso da una pluralità di interessi spesso contrastanti. La nostra volontà è la prosecuzione della bonifica e il rispetto del PRARU, non quella di mettere i bastoni tra le ruote: questo lo hanno già fatto politici e le società che hanno preceduto Invitalia e ne abbiamo abbastanza di aspettare in eterno che il futuro del nostro quartiere diventi realtà».

Probabilmente il segnale è stato recepito: saranno possibili visite contingentate entro le aree perché quel muro sia possibile abbatterlo con sempre più mani e osservare insieme cosa si sta facendo ora e cosa vorremmo sorgesse per il benessere e le opportunità lavorative e di vita collettive.

A partire da domenica 16 maggio raccoglieremo i nominativi di tutte e tutti coloro che vorranno prendere parte a tale processo e partecipare alle visite all’intero di alcune zone dell’area, puoi trovarci al banchetto dell’Osservatorio popolare situato nell’area pedonale dinanzi la cumana di Bagnoli dalle ore 10:30.

Inoltre, all’interno dell’incontro di Venerdì 30 Aprile a cui sono stati presenti soggetto attuatore e commissario sono stati stabiliti incontri tematici relativi alla questione “fondi” e alle tecnologie di bonifica, dove il team di ingegneri/abitanti dell’osservatorio popolare avranno totale accesso alle operazioni tecniche, ascoltando e fornendo pareri in merito ai processi: nell’area ex-Italsider non ospiteremo ulteriori sperimentazioni, pretendiamo chiarezza e garanzia di riuscita sul piano tecnico e su quello sociale.

Il 23 maggio invitiamo tutte e tutti a partecipare alla prima grande assemblea pubblica dell’osservatorio, in presenza e nel rispetto delle norme anti CoViD: partecipiamo – organizziamo – decidiamo il futuro di questo quartiere!

Nel 2019 è nato l’osservatorio popolare costituito da abitanti, studenti, attivisti, ingegneri, biologi.

I report degli incontri interni all’Osservatorio e i verbali degli incontri istituzionali vengono periodicamente pubblicati sul sito www.osservatoriobagnoli.it. Per partecipare alle assemblee o chiedere informazioni scrivi all’indirizzo mail: assemblea@osservatoriobagnoli.it.

La forza dei territori in lotta resta l’orizzonte a cui tendiamo, perché non si sia più costretti a scegliere di cosa morire ma di come continuare a vivere.

Perché chi ha inquinato paghi ora e subito. Per una bonifica immediata e sotto controllo popolare, ma anche per un’area riconvertita e fruibile in sicurezza, per grandi aree sportive e attrezzature collettive per una spiaggia pubblica e libera, per ricadute occupazionali, per un quartiere libero da speculazione e morte, libero di essere e di vivere.

Osservatorio Bagnoli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.