BIPIANI PONTICELLI, SCONTRO M5S-SINDACO. E IL COMITATO INVIA UNA LETTERA AL VESCOVO BATTAGLIA

Sul caso dei Bipiani di Ponticelli esplode lo scontro politico. E il comitato invia una lettera al vescovo Don Mimmo Battaglia.

“Dopo dieci anni di incuria ed abbandono il sindaco e la sua Giunta, si accorgono di quanto siano malsani e da demolire, i Bipiani, e quanti non legittimi assegnatari ci vivono. Come se si possa essere legittimo assegnatario di quegli alloggi, case per chi non ha risorse. Ma con stile militare intimano agli occupanti di liberare quei luoghi, minacciando le persone delle conseguenze penali se vi permangono oltre i termini assegnati”. A dichiararlo sono i portavoce comunali M5S Matteo Brambilla e Marta Matano.

“Ma mentre alle Vele, con ogni cura, hanno provveduto a sistemare gli abitanti, senza distinguere tra legittimi assegnatari o meno, e prima di demolirle, ai Bipiani si interviene senza fronzoli, trattando le persone non come tali, ma come materiale da smaltire. Senza garantire una ipotesi di sistemazione, ancorché provvisoria, o di regolarizzare, se possibile, gli abitanti per poterli poi collocare degnamente. Inoltre abbiamo chiesto un incontro urgente all’amministrazione per far assicurare una sistemazione emergenziale alle persone che devono lasciare il Campo Bipiani”, aggiungono gli esponenti M5S.

Intanto il portavoce del comitato Bipiani di Ponticelli periferia est di Napoli ha inviato una lettera all’arcivescovo Don Mimmo Battaglia: “lì sopravvivono gli ultimi della nostra città, quelli che non votano, che non hanno un lavoro stabile e gli strumenti culturali per reclamare i propri diritti. Essi però respirano le fibre di amianto e muoiono di tumore perchè da 30 anni le istituzioni cittadine non sono in grado di tirarle fuori da quei loculi e li hanno condannati. Noi come comitato abbiamo indicato al sindaco Luigi de Magistris e alla giunta di Napoli 4 soluzioni abitative, ma stamane ci hanno risposto notificando a tutti loro la diffida a lasciare l’unico tetto che hanno sulla testa”.

“Vorrei che visitasse quel luogo e mi aiutasse a far sentire la voce a chi dopo tanti anni non ne ha più. Sono ore difficili per tutti noi e abbiamo bisogno del conforto della sua presenza per recuperare lucidità e forza. Sono certo che non ci deluderà, io e quel pezzo remoto di popolo, saremo pronti ad accogliere ed ascoltare le parole giuste che ci saprà dire”, conclude la missiva Gragnano.

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