LE BOMBE DI PONTICELLI, NAPOLI COME KABUL: “QUI NON FA PAURA IL COVID, EMERGENZA NAZIONALE”

La terza bomba in 3 giorni, terrore e clima da guerra nella zona orientale di Napoli. Il quartiere Ponticelli è diventato un campo di battaglia isolato e dimenticato.

Per il senatore Sandro Ruoloto “è una emergenza nazionale. Residenti, commercianti vivono nel terrore più assoluto. Ieri sera alle 23, l’ultima esplosione dovuta alla deflagrazione dell’ennesimo ordigno. È un coprifuoco permanente. A Ponticelli non è il Covid a far paura ma le bombe. Queste persone non possono e non devono essere lasciate sole. Devono mobilitarsi le istituzioni, ma dobbiamo mobilitarci anche noi che siamo la società civile”.

“Mi aspetto più polizia in strada, ma anche più telecamere – prosegue Ruotolo – più investimenti per la scuola, la formazione, il lavoro, più sostegno alle associazioni attive sul territorio per contrastare i clan. Ci sono in giro criminali che non esitano a lanciare bombe. Ci sono tutti i motivi per essere allarmati e credo che il Governo può e deve inviare rinforzi alle donne e agli uomini impegnati nel contrasto alla criminalità. Se c’è una emergenza ed a Ponticelli è una emergenza nazionale bisogna affrontarla in maniera adeguata, schierando ancora di più tutte le forze disponibili”.

Intanto Libera con il coordinatore regionale Mariano Di Palma chiama a raccolta proprio la società civile che già ieri con Sos Impresa invitava i cittadini a denunciare: “non é tempo di restare chiusi dentro casa. Distanziati, ma determinati dobbiamo far sentire la nostra voce. C’è bisogno di sicurezza per le donne e gli uomini che vivono i quartieri popolari e che non possono vivere certo questo clima di tensione e rischiare la vita. Niente parate militari ma azioni concrete per la sicurezza delle donne e degli uomini.C’è bisogno di lavoro perché ci sia una valida alternativa è dignitosa al fare soldi con la violenza e la prevaricazione. C’è bisogno di welfare e servizi per la famiglie distrutte dalla crisi economica post pandemia. C’è bisogno di risorse per la cultura, le scuole aperte, le iniziative delle reti educative e culturali dei quartieri. Serve un piano per disarmare la controcultura della violenza e della prevaricazione della camorra. Bisogna disarmare Napoli. Oggi – conclude Di Palma – ci vediamo per chi può al Centro Ciro Colonna, al lotto G a Ponticelli, alle 16.30. Organizziamoci”.

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