PONTICELLI, DOPO LE BOMBE L’INIZIATIVA CIVICA: NASCE IL “COMITATO LIBERAZIONE DALLA CAMORRA”

Era stata lanciata dal senatore Sandro Ruotolo e la proposta è stata raccolta dalle associazioni di Napoli est. Dopo le bombe a Ponticelli nasce il “comitato di liberazione dalla camorra”.

Oltre a Ruotolo e al senatore M5S Vincenzo Presutto hanno aderito tra gli altri TerradiConfine, ArciMovie, Casa del Popolo di Ponticelli, LiberaPonticelli, Libera Volla, Ass. Gioco immagine e parole, Ass. Renato Caccioppoli, Associazione Art33, Vivendo Ponticelli, Cooperative Sepofa,
Libera Campania e altre realtà della zona orientale.

“All’emergenza criminale, ai bombaroli del terrore camorrista – scrivono nel documento i promotori – rispondiamo con la mobilitazione, dobbiamo evitare che ci siano altre vittime innocenti come è stato Ciro Colonna, il ragazzo ucciso il 7 giugno del 2016 in via Decio Mure Console Romano, ex Lotto 0. Sangue innocente che ci ammonisce e ci chiede di dare subito e con forza una risposta. La camorra è il problema più drammatico di Napoli e ne condiziona tragicamente la vita quotidiana e le possibilità di normalità e di sviluppo. È una guerra. Ponticelli resiste e combatte insieme. Alziamo la testa”.

Dopo l’incontro di ieri Polifunzionale ‘Ciro Colonna’ in via Curzio Malaparte con associazioni, gruppi di volontariato, cooperative, educatori, animatori, formatori, chiesa, università, società civile, esponenti delle istituzioni, parlamentari è arrivata la decisione di dare vita a questo comitato.

“Usciamo sul territorio. Entriamo dentro i luoghi del terrore. Riprendiamoci Ponticelli. Per organizzare la speranza, per costruire risposte immediate abbiamo deciso di costituire un tavolo permanente di consultazione e di dar vita alla nascita del Comitato di liberazione dalla camorra. Ci schieriamo contro il potere e la cultura camorrista. Ora è il tempo delle risposte. Tutti, nessuno escluso, sono chiamati a prendersi le proprie responsabilità. Basta connivenze, convivenze e convenienze”, scrivono nella nota.

Poi arrivano le richieste al Governo e al Prefetto di Napoli: “presenza quotidiana delle forze dell’ordine sul territorio; attivazione delle telecamere di videosorveglianza; scuole aperte d’estate con campi per bambini, adolescenti e contrasto alla povertà educativa; recupero, riapertura e attivazione degli spazi sociali, culturali e degli impianti sportivi; varare il ‘Piano per il futuro’; guardando al Recovery plan: rilancio economico, sociale, culturale attraverso investimenti e implementazione di un piano straordinario per il lavoro per arginare la deindustrializzazione (vicenda Whirlpool)”

Il Comitato di liberazione dalla camorra nei prossimi giorni avvierà una serie di iniziative pubbliche sul territorio, nei luoghi “dove vivono e si combattono gli uomini delle organizzazioni criminali”.

“Chi sa parli”, questo è l’appello contro la paura e l’omertà ma “abbiamo bisogno per questo che governo e istituzioni facciano la loro parte”. “Noi che abitiamo nella periferia Est di Napoli, non siamo figli di un Dio minore, non vogliamo vivere in una terra di nessuno. Non si può chiedere il coraggio ai cittadini se contemporaneamente lo Stato non garantisce sicurezza, servizi, formazione, lavoro, sviluppo”, conclude il documento del Comitato.

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