COLPO AI CLAN DI SAN GIOVANNI A TEDUCCIO: QUESTA MATTINA 37 ARRESTI DELLA POLIZIA

Colpo al cartello criminale di San Giovanni a Teduccio: all’alba è scattato il blitz della squadra mobilie e del commissariato di zona. La polizia ha arrestato 37 persone affiliate ai clan Rinaldi-Reale-Formicola e Silenzio.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Non è solo il quartiere ad essere interessato ma tutta la periferia orientale di Napoli. Le persone tratte in arresto devono rispondere di dei reati di associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsione, detenzione e porto di armi da fuoco aggravati.

Questa è una prima risposta dello Stato dopo le bombe e il clima di terrore che interessa Napoli Est: un segnale di presenza per i cittadini terrorizzati dalla faida criminale. “Oggi è nu juorn bbuon. 37 arresti tra i clan di #Napoliest dove è appena nato il comitato di liberazione dalla camorra. Accuse pesanti per gli appartenenti ai gruppi #Rinaldi, #Reale, #Formicola e #Silenzio. La camorra è una montagna di merda”, ha così commentato la notizia il senatore Sandro Ruotolo su twitter.

Armi e tatuaggi per il potere sul territorio

Disponibilità di armi da guerra, compresi i fucili Ak47, e tatuaggi ricorrenti come quello che riporta la scritta “Lotto 46”, roccaforte del clan oltre che codice identitario inciso per sempre sulla pelle degli affiliati.

Sono i contorni dell’operazione condotta questa mattina dai poliziotti della squadra mobile e del commissariato San Giovanni-Barra a Napoli Est che ha portato all’arresto di 37 persone ritenute esponenti dei clan Rinaldi-Reale-Formicola e Silenzio operanti nel quartiere di San Giovanni a Teduccio.

Sono gravemente indiziati dei reati di associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsione, detenzione e porto di armi da fuoco aggravati. Sono 47 gli indagati nell’ambito di un’inchiesta della procura di Napoli che ricostruisce la dinamica degli scontri avvenuti nell’area orientale del capoluogo partenopeo tra il 2014 e il 2019. I clan di San Giovanni a Teduccio rientrano nell’area di influenza del cartello dell’Alleanza di Secondigliano e assumono una posizione dominante in tutta l’area Est di Napoli, arrivando fino ai Comuni vesuviani di Portici e San Giorgio a Cremano, e al centro di Napoli, da Porta Nolana a piazza Mercato. Si tratta di territori, in particolare San Giovanni a Teduccio e il vicino quartiere di Barra, particolarmente esposti a continui rischi e fibrillazioni per gli scontri tra le cosche che, secondo gli inquirenti, rientrano nell’ambito della storica rivalita’ tra l’Alleanza di Secondigliano e il clan Mazzarella.

Negli anni compresi tra il 2014 e il 2018 queste tensioni furono contraddistinte da una serie di ‘stese’ compiute a Napoli Est, eseguite per rispondere ad alcuni tentati omicidi, come quelli di Carmine Improta, Alfonso Mazzarella e Vincenzo Cozzolino, ritenuti pericolosi per le pretese di egemonia sul territorio dell’Alleanza di Secondigliano e, quindi, per il controllo delle attività illecite.

Con l’operazione di oggi gli inquirenti ritengono che sia stata indebolita la presenza, violenta, armata e militare, del clan Rinaldi a Napoli Est, ma gruppi criminali più piccoli e fino ad oggi emarginati potrebbero trovare spazi per affermarsi sul territorio. Le indagini si sono avvalse del contributo, oltre alle tecniche tradizionali e alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, dei sistemi di videosorveglianza, ma anche dello studio di molti profili social degli indagati, tecnica che ha consentito di svelare reti di relazioni in maniera anche più approfondita rispetto alle informazioni contenute in archivi e banche dati.

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