NAPOLI, COMUNALI NEL VIVO. DE MAGISTRIS AL VELENO SU “PATTO PER NAPOLI” E SU MARESCA

Si toglie sassolini dalle scarpe, libero ormai dal suo ruolo istituzionale quasi al termine, dopo l’annuncio di Manfredi candidato e del “patto per Napoli”. E continua a punzecchiare Catello Maresca contro cui rileva le incongruenze dal suo punto di vista. Luigi de Magistris parla nella consueta rubrica settimanale a Radio Crc.

“Il patto per Napoli è un patto elettorale firmato da tre segretari di partito, Letta, Conte e Speranza, per convincere Manfredi a candidarsi. Bisognava mettere in campo una serie di azione per convincere i cuor di leone a candidarsi”. L’ex Pm definisce quel patto come una “legge ad personam fatta addirittura per trovare una persona disposta a candidarsi. In campagna elettorale si fa un provvedimento del genere. Adesso abbiamo la confessione politica: non si è fatto in questi anni per dispetto nei confronti non di chi si era autoproclamato sindaco, ma di chi era stato eletto due volte dai napoletani. In questi anni, comunque, la città ha raggiunto gli obiettivi nonostante nulla sia stato fatto per sostenerla”.

“Ora il quadro è chiaro: ci hanno lasciato alla canna del gas, senza ossigeno, a friggere il pesce con l’acqua per un fatto politico. Oggi questo è un patto elettorale, che vale fino a un certo punto perché serve l’accordo di tutte le forze politiche, e poi non bisogna fare un patto ad personam o per una sola città, ma per tutti i Comuni. Questo patto – attacca il sindaco di Napoli – è servito evidentemente a Manfredi che prima l’ha sparata grossa con i 5 miliardi che non esistono, poi si è iniziato a capire che il debito è minore, che il debito è ingiusto e finalmente si è avuto il quadro chiaro che le responsabilità non sono di chi ha amministrato la città per 10 anni”.

De Magistris vuole comunque esprimere “soddisfazione” per i contenuti del patto per Napoli. “Sono esattamente le proposte – dice – che io da anni porto a Roma insieme alla maggioranza del Consiglio comunale, insieme agli assessori e ai napoletani. Quindi: stralcio del debito ingiusto, un piano di assunzioni straordinarie, un fondo per gli enti in predissesto che, non per colpa loro, hanno avuto un aumento del disavanzo”.

A Maresca si rivolge ancora in modo caustico: “al ‘beato lui’ si riferiva a se stesso Maresca che mentre faceva il magistrato stava più in tv e a presentare libri o fare campagna elettorale: non so quanto tempo gli rimaneva in tribunale. Se vuole porla su questo livello non esce vincitore. Come si fa campagna elettorale con i fascicoli giudiziari sulla città?”

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