NAPOLI, SI VA IN “LIBRERIA”, CON DUE COMMEDIE DI ANNA DI MEGLIO ALLA MONDADORI DEL RIONE ALTO

L’opera teatrale è un regalo che l’attore fa allo spettatore. Il teatro acquista significato se almeno uno spettatore è seduto in platea. Quando lo spettacolo si legge in un libro, si alza il sipario e lo scenario diventa l’arte della verità. 

Due commedie di Anna Di Meglio Natale e Pasqua, Quasi quasi…mò me ne vaco! Un libro questo, edito da Turisa editrice, che verrà presentato a Napoli, giovedi 3 giugno presso la libreria Mondadori del Rione Alto a partire dalle ore 18. L’autrice Anna Di Meglio, che vanta numerosi e prestigiosi riconoscimenti, ha saputo creare le giuste relazioni con i dialoghi che sin dalle prime battute, appaiono fitti, intensi puntando su una scrittura scorrevole, divertente, acuta e mai banale. Interverranno Gianpaola Costabile, docente e scrittrice, l’attore Giulio Adinolfi e la giornalista Tiuna Notarbartolo.

Alcuni passi del libro, saranno letti ed interpretati dalla stessa autrice, con la partecipazione degli attori Bruno Basurto, Carmen Cappa, Oscar Cerrito, Anna Della Corte. E’un libro vivace, di un entusiasmo contagioso con una trama dinamica ed ironica recuperando il gusto per l’equivoco ma centrando e approfondendo i sentimenti dei personaggi: l’educazione genitoriale, la perdita, la solitudine, l’amore, la riconciliazione. Da qui, la consapevolezza del nuovo bagliore e la rinascita. “Natale e Pasqua”, un arco temporale in cui si affollano le vicende di due famiglie, e dove ogni movimento, espressione, ritmo della parola, trovano la giusta collocazione e prodigiosa sensazione di aver preso parte alla storia. Filo conduttore è la bella ‘mbriana’, lo ‘spiritello’, la presenza invisibile e voce narrante che introduce la descrizione dei personaggi.

L’autrice ricostruisce l’autenticità degli stessi, ricreando un’atmosfera tangibile dove trionfa la partecipazione del lettore. La lettura continua con “Quasi quasi… mò me ne vaco”, frase, che racchiude la non accettazione di ciò che si ha, di quel che si vorrebbe cambiare, dei desideri infranti, quasi ad esprimere un senso di evasione; la stessa che riconduce alla riflessione su dove andare. Perché in fondo la famiglia, con tutte le sue debolezze, è sempre un porto sicuro. Anna Di Meglio, ha la capacità di trasferire in un’attività solitaria come la scrittura, senso di partecipazione e convivio come se fossimo parte di una folta platea di spettatori.

Il teatro, si nutre della sua relazione col pubblico e qui Anna riesce con molta versatilità a creare l’arte del ‘Hic e nunc’, dell’attimo presente. E come diceva il celebre Eduardo De filippo “Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita”.

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