MARESCA A PD-M5S: “SPERO NON SIA UN ‘PACCO PER NAPOLI’ “. E AVVISA I CENTRI SOCIALI

“Spero che non sia un ‘pacco per Napoli’ e i napoletani lo rispedirebbero al mittente”. Catello Maresca non le manda a dire al suo principale competitor, Gaetano Manfredi, e soprattutto ai leader nazionali giallorossi.

Il candidato sindaco “civico” parla ai microfoni di Radio Crc e chiarisce bene la sua posizione: “a me ha deluso perché leggendo dai giornali si capisce sia tutt’altro. Per il debito sto trovando altre soluzioni, il Comune va in deficit strutturale di 250 milioni ogni anno: non si può intervenire con una legge speciale se esiste questo deficit. Il sindaco di Napoli deve esserlo di tutti e qualsiasi intervento va concordato con tutti i ministri, mi sembra assurdo che tre soggetti decidano le sorti della città”.

Maresca liquida le polemiche su Cesaro e Salvini preferendo argomenti “seri”. Uno di questi è la legalità e il magistrato manda già un messaggio chiaro ai principali “player” del decennio arancione: “c’è un’anarchia sedimentata nella città ed è stato un errore basato sull’equivoco consentendo ai centri sociali, ad esempio, di occupare immobili partendo dal principio che ognuno fa ciò che vuole. Voglio essere un sindaco equilibrato perché è la dote migliore. Però ci sono punti fermi come rispettare le regole conviene senza creare cittadini di serie A e serie B”.

L’aspirante primo cittadino crede nella collaborazione tra pubblico e privati: “la normalità è il primo obiettivo ma non è semplice perché se immaginiamo la Galleria Vittoria chiusa da mesi o le buche che stanno a destra e sinistra. Ho fatto 400 mt in via Petrarca con il mio cane e non si trova un cestino per i bisogni. Basta poco per trovare soluzioni, non mi appassiona dire che il sindaco non si può fare senza soldi: bisogna trovare nuove idee e partirei dalla massima compartecipazione pubblico-privato”.

Maresca vuole muoversi nel nome dell’ “equilibrio” e si dichiara “moderato”. Preferisce non infierire su de Magistris allargando le colpe agli ultimi 30 anni di amministrazione: “Napoli soffre ancora di più con la pandemia e intere fasce della popolazione in grande difficoltà, un degrado complessivo che non corrisponde alle potenzialità per una delle città più belle al mondo”.

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