CAMPANIA, INDAGINE SPES SU INQUINAMENTO: ANTONIO GIORDANO RISPONDE A DE LUCA

Tra i residenti nella Valle dell’Irno, compresa tra le province di Salerno e Avellino, i livelli medi di mercurio appaiono superiori alla media dell’intera popolazione esaminata. Nella Valle del Sabato, in provincia di Avellino, le criticità riguardano principalmente valori sopra norma di metalli e diossina. Questi i risultati, illustrati stamattina nella sala giunta della Regione Campania, del protocollo Spes, studio di biomonitoraggio condotto dall’istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno. 

“Questo studio epidemiologico si occupa della correzionale tra l’esposizione ambientale e la salute dell’uomo. È stato elaborato – ha detto il direttore generale dell’istituto zooprofilattico Antonio Limone – un indice di pressione ambientale. In Campania l’inquinamento ambientale non è omogeneo. Il pregio di questo studio Spes resta l’elaborazione di un modello”. 

Dopo questa dichiarazione è intervenuto il professore Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute di Filadelfia, attraverso il suo legale Giovanni Siniscalchi: “prendiamo atto con soddisfazione che il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca abbia voluto evidenziare i risultati dell’indagine Spes, richiamando i dati degli inquinanti presenti nell’aria e nell’acqua dei nostri territori campani. È opportuno precisare che, sin dal 16 dicembre 2019, veniva presentato alla Camera dei Deputati, alla presenza del vice Ministro Sileri, il progetto Veritas, studio epidemiologico indipendente, coordinato dal professore. Giordano, da cui emergevano alterazioni dei livelli ematici di metalli pesanti ed inquinanti organici persistenti su un gruppo di pazienti oncologici residenti in Campania, pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale di medicina ‘Journal Cellular Physiology’.  Purtroppo tale studio fu oggetto di pesanti ed ingiustificati attacchi pubblici da parte dei vertici regionali e dell’istituto zooprofilattico di Portici”.

“Il professore Antonio Giordano – prosegue la nota – proseguendo il proficuo lavoro svolto negli anni da suo padre e professore Giovan Giacomo Giordano, affronta da tempo questi delicati problemi (“Campania terra di veleni” e “Monnezza di Stato”, ndr). Da alcuni mesi, insieme altri esperti coordina un gruppo di lavoro presso il Ministero della Salute, finalizzato a proporre e promuovere interventi di carattere sanitario in ambito ambientale con particolare riferimento al ciclo di alimentazione umana ed animale, all’antibiotico resistenza, al carico di rifiuti nel sistema ambientale, all’inquinamento delle acque, dei cibi, del suolo e dell’aria”.

“E infatti – continua il comunicato – l’impatto che l’inquinamento ambientale e le sostanze tossiche (diossine, PCB, metalli pesanti, pesticidi,ecc) possono avere sulla salute dell’uomosono devastanti, poiché agiscono sui meccanismi che regolano l’espressione del DNA fin dal grembo materno (epigenetica) o come ‘interferenti endocrini’, così favorendo la comparsa non solo di tumori ma anche di aborti, malformazioni, allergie, obesità, diabete, malattie neurovegetative (autismo, alzheimer), malattie cardiovascolari”.

A questo punto la nota termina con due domande: “chi risarcirà i parenti delle vittime per le morti anche di bambini o per i molteplici danni epigenetici arrecati a migliaia di inconsapevoli cittadini campani? Quale ruolo hanno svolto i rappresentanti politici nazionali e locali nel corso di questi lunghi anni di battaglie spesso inascoltate? È il caso ora di agire senza indugi”.

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