NAPOLI SECONDO MANFREDI: “DOPO 10 ANNI DI CONFLITTI PERIFERIE OCCASIONE COME SAN GIOVANNI”

( G. M. ) – “Ognuno di noi rappresenta la sua storia. Chi mi conosce sa bene che definirmi ‘elitario’ è una bufala perché la mia vita professionale è partita da una famiglia piccolo-borghese e ho sempre lavorato con gli altri, da rettore ho costruito una Università di tutti”.

Gaetano Manfredi, candidato sindaco di Napoli per Pd-M5S, si presenta alla città con la prima conferenza stampa. Risponde alle domande, lancia appelli e con toni pacati manda messaggi di confronto ai tre candidati “outsider” del centrosinistra.

“La trasparenza è un tema molto importante. Siamo una coalizione inclusiva ma i nostri valori non sono negoziabili. La città è sempre in bilico tra presente e passato, luce e notte”, spiega Manfredi. “Non possiamo permetterci alcuna debolezza sulla trasparenza – specifica sulla questione legalità – e si collega al mio invito a candidarsi e scendere in campo: ogni spazio lasciato libero viene occupato da chi sta dall’altro lato della barricata. Io sono dalla parte della legalità e della trasparenza. Le liste non devono essere personali ma rappresentare un’area politica e nell’incontro con la coalizione sono stato chiaro: avrò l’ultima parola con le liste”.

Poi si sofferma sul tema delle periferie citando più volte San Giovanni a Teduccio dove ha sede l’Università. “La periferia è una grande opportunità – dichiara – Bisogna costruire una città policentrica perché ne beneficia anche la mobilità. La bellezza è un aspetto fondamentale, non dobbiamo parlare di recupero ma di opportunità delle periferie perché con un’adeguata funzione urbana e decentramento dei servizi possono diventare luogo di sviluppo. Lavorerò molto sulle municipalità e su progetti bandiera per farle sentire protagoniste”.

Infine, sul rapporto con il governo e con le altre istituzioni per le risorse ha precisato: “dobbiamo chiedere e meritare attenzione. Se guardiamo al Pnrr la parte di risorse destinate sono solamente le grandi infrastrutture ma sul resto ci sono risorse a bando dove c’è l’indirizzo per una quota al Mezzogiorno: saremo in grado di fare progetti e realizzarli? Su questo dobbiamo essere molto rigorosi e fermi. La partita è sull’organizzazione amministrativa e sulla managerialità delle risorse”.

E poi ha concluso: “veniamo da 10 anni di conflitti, di discussioni, di divisioni. Gli effetti si vedono in una città smarrita, impoverita e isolata che ha bisogno di un grande rilancio”.

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