DEPOSITO GNL VIGLIENA, “NAPOLI EST A RISCHIO COME BEIRUT”: PRC INVIA LE OSSERVAZIONI

L’iniziativa al Fortino di Vigliena per ricordare il sacrificio dei rivoluzionari del 1799

( G. M. )“Bisogna dare esito negativo alla valutazione di impatto ambientale data l’elevata possibilità di ‘incidente rilevante’ che può creare una situazione anche più pericolosa di quella che si è verificata nell’agosto dello scorso anno nel porto di Beirut”.

Sono queste le conclusioni delle osservazioni di Rifondazione Comunista Napoli alla Valutazione di impatto ambientale per il progetto di un deposito di Gas naturale liquido a Napoli Est. A firmare il documento sono la consigliera Elena Coccia e il segretario Rosario Marra. “Il rischio di contesto che caratterizza la zona dove dovrebbe sorgere il nuovo impianto – ha dichiarato Coccia – è quello di profilare il cosiddetto ‘effetto domino’, normativamente previsto. Infatti a San Giovanni a Teduccio già insistono 4 depositi costieri di GPL e 3 depositi di idrocarburi liquidi”

Oggi durante la presentazione delle Osservazioni sono intervenuti anche Antonio Marfella di Isde -medici per l’ambiente, Vincenzo Morreale – comitato civico San Giovanni e Paolo Fierro – Medicina democratica.

“Il rischio vulcanico – ha detto Marfella – proveniente sia dalle bocche vulcaniche sottomarine che dalle ricadute di ceneri bollenti in caso di eruzione subpliniana vede inserito tale impianto nella cosiddetta ‘zona gialla’ cioè in una zona dove si ritiene altamente probabile una ricaduta di ceneri bollenti in misura non inferiore a 100 (tra 100 e 300) kg/mq”;

Paolo Fierro ha fatto riferimento ai dati del registro epidemiologico da cui si rileva che “San Giovanni a Teduccio è uno dei quartieri con un tasso di mortalità tra i più elevati su cui sicuramente influisce il pesante inquinamento e mancata bonifica della zona”.

Morreale, come comitato, ha già elaborato un dettagliato documento con alcune osservazioni e ieri è stato animatore dell’anniversario del 13 giugno al Fortino di Vigliena dove ci fu l’ultima resistenza dei rivoluzionari della Repubblica del 1799. Il monumento sorge nel bel mezzo di quella costa e da anni resta dimenticato, oltre ad essere sempre a rischio per i progetti di allargamento della darsena e dei nuovi impianti. “𝑆𝑒 𝑛𝑜𝑖 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑞𝑢𝑖 𝑒̀ 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑒𝑣𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑜𝑑𝑜 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑟𝑒𝑐𝑒𝑝𝑖𝑡𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑚𝑒𝑠𝑠𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑒 𝑐𝑒 𝑛𝑒 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑝𝑟𝑒𝑡𝑖. 𝐿𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑠𝑖 𝑐𝑢𝑚𝑢𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑢𝑛 𝑢𝑠𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜 𝑐𝑖𝑟𝑐𝑜𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑒̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑠𝑜𝑡𝑡𝑜𝑙𝑖𝑛𝑒𝑎𝑡𝑜, 𝑒 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑐𝑖𝑟𝑐𝑜𝑠𝑡𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑠𝑖 𝑐𝑎𝑟𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑒 𝑠𝑖𝑚𝑏𝑜𝑙𝑖𝑐𝑜, 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑛𝑜𝑖 𝑠𝑡𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑞𝑢𝑖 𝑎 𝑟𝑖𝑏𝑎𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑎𝑟𝑎𝑡𝑡𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑚𝑜𝑛𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑖 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑟𝑑𝑎 𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑣𝑜𝑙𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑡𝑒𝑟𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑞𝑢𝑖𝑛𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑚𝑒𝑠𝑠𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑟𝑖𝑣𝑜𝑙𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑝𝑒𝑡𝑢𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜 𝑖𝑛 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒, 𝑚𝑎 𝑢𝑛 𝑝𝑜’ 𝑑𝑜𝑣𝑢𝑛𝑞𝑢𝑒, 𝑙𝑒 𝑟𝑖𝑣𝑜𝑙𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑣𝑎𝑛𝑡𝑖 𝑢𝑛 𝑑𝑖𝑠𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑎𝑟𝑎𝑡𝑡𝑒𝑟𝑒 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑙𝑒.  𝑄𝑢𝑖𝑛𝑑𝑖, 𝑏𝑒𝑛 𝑣𝑒𝑛𝑔𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑖 𝑟𝑖𝑡𝑟𝑜𝑣𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑎 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑞𝑢𝑖 𝑎 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑟𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑖 𝑒̀ 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝐹𝑜𝑟𝑡𝑒», così ha sottolineato 𝑅𝑒𝑛𝑎𝑡𝑎 𝐷𝑒 𝐿𝑜𝑟𝑒𝑛𝑧𝑜, 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑁𝑎𝑝𝑜𝑙𝑒𝑡𝑎𝑛𝑎 𝑑𝑖 𝑆𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑃𝑎𝑡𝑟𝑖𝑎

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