NAPOLI AL VOTO, IN PIAZZA IL RUGGITO DI ANTONIO BASSOLINO CHE VUOLE TORNARE SINDACO

Torna tra le persone con la personalità del cavallo di razza. Antonio Bassolino arringa una piazza Carità con tante persone: “si vota per Napoli, non si vota per il Parlamento”. L’ex sindaco del Rinascimento degli anni ’90 ripropone il vecchio comizio e parla a una generazione che ha vissuto quegli anni. Per lui il momento della resa dei conti contro quel Pd che lo ha scaricato durante i processi e non ha detto una parola dopo le 19 assoluzioni.

“Questo è un comizio classico – dice, aprendo l’incontro con i cittadini -. La politica va fatta con le forme più moderne della comunicazione, ma anche con il rapporto umano. Ho imparato da tanti maestri, da Giorgio Amendola, da Pietro Ingrao, da Enrico Berlinguer e da Alfredo Reichlin”. Diverse centinaia le persone accorse nella piazza del centro per ascoltare le parole dell’ex sindaco, tanti i nostalgici della sua esperienza amministrativa e numerosi i volti noti di personalità politiche legate all’era del cosiddetto ‘bassolinismo’, da Dino Di Palma a Bernardino Tuccillo, ma anche volti noti come quello dell’attore Renato Carpentieri.

“Nelle mie liste – assicura Bassolino – saranno rappresentate diverse generazioni, ci saranno ragazze e ragazzi che dovranno stare al mio fianco e, se ce la facciamo, al mio fianco anche per guidare la città”. E sul palco, prima di lui, intervengono tanti giovani, dalla consigliera municipale dei Verdi Rosanna Laudanno e Ciro Corona, che gestisce un bene confiscato a Scampia. Dal palco Bassolino ricorda di essere stato lasciato solo, anche del Pd, partito che “ho contribuito a fondare” negli anni dei 19 processi vinti.

“Ho trascorso anni difficili – dice – spesso di solitudine, e per me è stato un dolore. Ma quello che mi ha aiutato sempre è l’affetto dei cittadini, quello che avete visto questa sera, e che si è manifestato adesso che mi sono candidato. Nei miei confronti molti cittadini si sono comportati meglio di molti dirigenti del mio partito”.

Per lui ora serve capire come conquistare il voto di generazioni negli anni Duemila o a fine anni novanta conoscendo solo il Bassolino dell’emergenza rifiuti e che non decidono il proprio consenso sui parametri del ‘900 dove si è formato quel “cavallo di razza” che vuole riprendersi Napoli.

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