#VOTONAPOLI – I CANDIDATI SINDACO A SUD REPORTER: INTERVISTA AD ALESSANDRA CLEMENTE

La candidata sindaco di Napoli Alessandra Clemente

G. Manzo e T. Raio – #VotoNapoli è il format scelto da Sud Reporter per chiedere ai principali candidati sindaco delle prossime elezioni comunali quali sono le loro idee di città: Bassolino, Clemente, Manfredi e Maresca. Abbiamo scelto di lasciare fuori le dinamiche politico-elettorali che, nonostante abbiano la loro rilevanza, in questa sede lasciano spazio al pensiero diretto dei diretti interessati sul “che fare”. Dopo il “Rinascimento” e la “Rivoluzione” quale sarà la prossima parola d’ordine del futuro primo cittadino che dovrà amministrare Napoli dentro e oltre la pandemia. E ancora chiediamo sui temi legati ai giovani, alle periferie, alla visione urbanistica, alla sicurezza e alla criminalità organizzata fino al Recovery Plan.

Le prime risposte sono arrivate da Alessandra Clemente, assessore comunale uscente, e candidata sindaco con Dema, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Davvero, Pci e Partito del Sud.

Rinascimento” e “Rivoluzione” sono due parole chiave di due esperienze amministrative negli ultimi 20 anni. Da sindaco quale parola sceglierebbe per il suo mandato? 

Ne sceglierei due: Tradizione e Innovazione. Tradizione perché siamo nella città giusta nel mondo. Napoli ha una ricchezza culturale tradizionale incredibile legata alla cucina, all’artigianato, all’arte, alla musica, al teatro, alla stratificazione architettonica e artistica. Questa identità culturale così forte e variegata ha un impatto fortissimo nel mondo e lo abbiamo visto con lo sviluppo esponenziale del turismo negli ultimi dieci anni. Napoli è la prima città del Mezzogiorno per presenze turistiche: 3,7 milioni nel 2019, in pre pandemia, con una crescita del 13% tra 2018 e 2019. Possiamo creare occupazione e opportunità di sviluppo attraverso le tradizioni che ci rendono profondamente ricchi e unici insieme al paesaggio naturalistico, alla storia, all’arte e ai reperti archeologici. Tra golfo, isole, colline metropolitane e montagne non ci manca nulla. Non a caso Napoli è una location cinematografica, oltre che una metà turistica, ricercatissima. 

Innovazione perché Napoli possiede anche uno straordinario patrimonio intellettuale. Io voglio attuare una strategia che contrasti la fuga delle nostre menti brillanti all’estero rendendo fruibile, accessibile e competitivo il nostro straordinario patrimonio intellettuale a partire dalla valorizzazione delle risorse umane. Per quanto riguarda la qualità e le tutele del lavoro dobbiamo pareggiare il nord Europa avendo un occhio di riguardo alla promozione della parità di genere sia nell’accesso ai ruoli dirigenziali sia nell’uguaglianza salariale tra donne e uomini. Ai genitori va garantita la possibilità di un rapporto più umano ed equilibrato tra tempo lavorativo e tempo familiare sia con l’implementazione di servizi dedicati all’infanzia, sia con appositi provvedimenti legislativi. 

Innovazione vuol dire anche valorizzare i campi della ricerca sulla biodiversità, le nuove tecnologie e l’informatica. Penso quindi ai poli tecnologici e digitali che abbiamo l’onore di ospitare che vanno corredati da un’infrastrutturazione dedicata agli studenti: dai campus universitari e sportivi, agli alloggi a prezzi calmierati, ai tavoli per i giovani dove implementare uno scambio tra sapere umanistico e scientifico nonché artistico. 

Periferie, giovani e debito sono le questioni più ricorrenti nel dibattito politico su Napoli tra eredità del passato e il futuro post pandemico. Le sue prime 3 mosse in caso di elezione. 

Non sono una fan dei primi cento giorni o delle prime tre mosse. Penso piuttosto ad un metodo di lavoro innovativo che punti a potenziare e rendere stabili e sicuri i servizi al cittadino, in particolare quelli dedicati alle fasce più fragili quindi: asili nido e doposcuola per l’infanzia, programmi personalizzati di accompagnamento alla genitorialità nel caso di famiglie deprivate economicamente e culturalmente; centri antiviolenza e di formazione e inserimento lavorativo per le donne vittime di violenza le madri sole; servizi agli anziani, residenze per giovani studenti e lavoratori. Voglio rendere poi capillari questi servizi, municipalità per municipalità, dal centro alla periferia incrementando gli scambi con i singoli territori. Questo sarà il mio metodo per affrontare il tema delle periferie. 

Un altro tema importante quanto dibattuto è quello del trasporto pubblico che va indubbiamente potenziato con un incremento delle corse e delle fasce orarie serale e notturna e la creazione di nuove tratte.

È necessario far sì che ci si possa spostare in modo più veloce e agevole in tutta l’area metropolitana: da San Giovanni a Teduccio fino a Bagnoli e all’area Flegrea consentendo così ai napoletani di recuperare un rapporto più stretto col mare e la natura, permettendo a chi vive in periferia di recarsi piu’ agilmente in centro per lavoro o attività culturali. Per innovazione intendo anche potenziare il ciclo integrato dei rifiuti dal porta a porta all’utilizzo di nuovi mezzi ecologici elettrici per la pulizia delle strade cittadine e poi la diffusione capillare della videosorveglianza digitale per garantire la sicurezza ai cittadini.

Per i giovani immagino, come già ho fatto nel mio mandato da assessore, di chiedere la partecipazione delle ragazze e dei ragazzi alla vita pubblica attraverso le nuove tecnologie e la promozione di campagne che tengano conto del linguaggio giovanile, di recuperare ancora nuovi spazi pubblici e renderli fruibili, di permettere a tutte e a tutti, di studiare e di avere accesso allo sport e alla cultura anche se hanno disagi economici. 

Penso poi alla promozione di una formazione scolastica ed extra scolastica, sia degli insegnanti che degli studenti, ai valori della cooperazione, del rispetto e dell’uguaglianza di genere e di contrasto alla violenza e al bullismo. 

Così come creerei servizi stabili di valutazione delle competenze e di inserimento lavorativo sia post universitari, che post scuola dell’obbligo, e, in accordo con il Tribunale dei Minori, moltiplicherei le occasioni di messa alla prova di giovani detenuti in progetti sociali e culturali creando ponti con le realtà del territorio metropolitano.

Volendo sintetizzare, il metodo che voglio adottare ha come parola d’ordine “servizio”: rendere stabili e certe ovvero pubbliche le opportunità civili significa sganciarle dall’ottica del progetto a termine e a singhiozzo e dalla dipendenza dal volontariato. 

Napoli e la camorra che controlla quartieri e soffoca attività produttive tra questione morale ed emarginazione sociale. Quale impegno può assumere da sindaco in 5 anni di amministrazione. 

Condivido l’ultimo esempio di presenza sul territorio della casa dei Cristallini del Comune di Napoli, nel quartiere Sanità, bene pubblico e quindi di tutti noi. Grazie ad un protocollo che abbiamo voluto con le donne e gli uomini delle fiamme Oro della Polizia di Stato, il bene comune ha aperto le sue porte alla città ad una nuova grande sfida: offrire alle bambine e ai bambini del quartiere, e non solo, uno spazio per lo sport. 

Attraverso lo sport si veicolano valori importanti quali la cooperazione, la lealtà, il rispetto dell’altro e se a fare da guida sono giovani sportivi che rappresentano la legalità e la giustizia si ottiene anche un altro importante risultato: restituire la fiducia nelle istituzioni e presidiare il territorio prevenendo il crimine.

Il prossimo passo è recuperare anche le parti dell’edificio ancora inutilizzate e far si che la casa dei Cristallini diventi lo spazio per tutte le persone del quartiere. Casa di comunità. 

La casa dei Cristallini era un edificio fragile, abbandonato, “di cristallo”, così come lo sono tante bambine e bambini della nostra città. Noi ce ne siamo presi cura, grazie ad un buon lavoro amministrativo di impiego dei fondi europei. Quando su di un pacco è scritto sopra “fragile” si suggerisce di “maneggiare con cura”. Ciò che è fragile, infatti, è pure prezioso e questo edificio ora bellissimo è stato reso vivo e vitale grazie a quest’iniziativa interistituzionale. 

Sta a noi maneggiare con cura, non solo i luoghi, ma soprattutto le persone e le fragilità delle persone facendo emergere le potenzialità, i risvolti preziosi che ci sono in ogni fragilità, assicurando a tutte e a tutti diritti ed opportunità grazie all’impegno di comunità, istituzionale e politico. 

Restituire ai napoletani i beni comuni e farli vivere attraverso progetti sociali concreti e funzionali ai bisogni delle varie municipalità è la prima forma di sviluppo della Civitas e alla base della prevenzione della devianza e della criminalità. Quello dei beni comuni che hanno dato luogo a tanti meravigliosi progetti sociali, culturali e artistici è un grande obiettivo raggiunto da questa amministrazione insieme a tutti i cittadini e dobbiamo andarne fieri e replicarlo. 

Investimenti, piano urbanistico e Recovery Plan: quale visione di città e come sfruttare le risorse europee per innovare Napoli. 

Il Recovery Plan è un progetto Next Generation e prevede che nel 2048 le risorse vadano restituite, quindi ritengo sia necessario che le generazioni che dovranno farsi carico di questa eredità siano anche quelle che debbano esprimersi sulle priorità e che debbano avere la responsabilità di fare e di fare bene. 

Se eletta, da sindaco della città avrò l’onore e l’onere di trasformare questi progetti in realtà e realizzare i modelli di gestione, di cura, funzionalità oltre che di sostenibilità economica. Se i dieci anni appena trascorsi sono serviti a rilanciare la nostra città come meta turistica internazionale, i prossimi dovranno essere gli anni della svolta per Napoli e per i napoletani in termini di qualità dei servizi, di rafforzamento della capacità produttiva del tessuto economico cittadino e gli anni della svolta delle condizioni di lavoro per le persone.

Con queste risorse in arrivo saranno molti gli interessati che proveranno a mettere “le mani sulla città”. Sarà nostra, dei napoletani, la responsabilità di scegliere chi da queste logiche ha dimostrato con i fatti di essere presente. 

Un esempio per tutti. “Palazzo Fuga” o “Real Albergo dei Poveri” o “Serraglio” è per molti napoletani nati dopo il terremoto del 1980 un non luogo. È una città nella città, un colosso sconosciuto i cui progetti, tanti, narrati e sognati per una rifunzionalizzazione si sono scontrati ogni volta con le risorse che occorrerebbero per ultimarne la ristrutturazione e per la successiva gestione. 

Il Governo ha mostrato interesse nel nostro progetto presentato in occasione del Recovery Plan e lo ha inserito nei progetti destinatari. Il finanziamento di 150 milioni di euro permetterà alla città di avere un nuovo polo culturale e sociale, con spazi museali e di formazione. 

Quindi la mia prospettiva è quella di offrire alle bambine e ai bambini, alle ragazze e ai ragazzi, una città di tutte e di tutti, nella quale vivere bene e realizzare i propri sogni sia la normalità non l’eccezione. 

Dobbiamo diventare europei dal punto di vista della qualità della vita. In questo senso trasporti ed infrastrutture sono i due settori in cui investire maggiormente. Occorre concentrarsi in particolare sulla cura e manutenzione dei beni comuni, del centro storico, delle strade e del verde. Recovery plan significa ragionare in chiave metropolitana ed ecosostenibile: a questo proposito sto progettando un trasporto ecologico che da Pompei vada all’aeroporto, dall’aeroporto all’area flegrea, al museo nazionale, al porto per poi dal porto andare a Tunisi. Occorre avere la visione di una città europea e al contempo centro del Mediterraneo. 

Infine, una risposta per i napoletani: perché votare Alessandra Clemente? 

Perché credo in quello che faccio e credo profondamente nel potenziale di Napoli. Ciò che mi caratterizza sono la capacità di ascoltare e l’essere volitiva: nelle sfide della vita non ho mai mollato. La sfida di essere sindaco mi riempie di responsabilità e di gioia.

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