#VOTONAPOLI – INTERVISTA A CATELLO MARESCA: “RISOLLEVO NAPOLI DOPO 30 ANNI DI GOVERNO DELLE SINISTRE”

G. Manzo e T. Raio – #VotoNapoli è il format scelto da Sud Reporter per chiedere ai principali candidati sindaco delle prossime elezioni comunali quali sono le loro idee di città: Bassolino, Clemente, Manfredi e Maresca. Abbiamo scelto di lasciare fuori le dinamiche politico-elettorali che, nonostante abbiano la loro rilevanza, in questa sede lasciano spazio al pensiero diretto dei diretti interessati sul “che fare”. Dopo il “Rinascimento” e la “Rivoluzione” quale sarà la prossima parola d’ordine del futuro primo cittadino che dovrà amministrare Napoli dentro e oltre la pandemia. E ancora chiediamo sui temi legati ai giovani, alle periferie, alla visione urbanistica, alla sicurezza e alla criminalità organizzata fino al Recovery Plan.

Il secondo appuntamento è con Catello Maresca, magistrato antimafia e candidato civico che, al momento, non ha nessun appoggio ufficiale dei partiti di centrodestra che hanno più volte annunciato il loro sostegno.

“Rinascimento” e “Rivoluzione” sono due parole chiave di due esperienze amministrative negli ultimi 20 anni. Da sindaco quale parola sceglierebbe per il suo mandato? 

La risposta è nella sua domanda: la parola è “scegliere”. E poi c’è anche “cambiare”. Le declinerei assieme. I napoletani devono andare a votare, devono “scegliere” consapevolmente nelle mani di chi affidare una città che è davvero sofferente ed ha voglia di “cambiare”. Napoli ha emergenze ataviche, questioni serie irrisolte che sembrano irrisolvibili e poi c’è da affrontare il post pandemia sanitaria che sarà difficile per l’intero Paese, figurarsi per una città come Napoli che in questo momento storico si trova sepolta sotto un mare di debiti, senza soldi per gestire gli affari correnti e con difficoltà oggettive anche ad incassare le imposte.

Ora in questa situazione possiamo usare qualunque slogan elettorale, qualunque promessa è buona. Io però non sono un politico di professione e vorrei poter cambiare il racconto di Napoli cominciando dagli impegni: niente dissesto finanziario perché distruggiamo quel poco di welfare che c’è ancora; maggiore cooperazione con la Regione per investimenti nel settore dei trasporti pubblici, del verde, della cultura e dell’accoglienza. Finite le guerre con la regione Campania, guardiamo al Governo nazionale, quale che sia il colore politico, come ad un soggetto istituzionale amico che ha a cuore quanto noi il destino della terza città d’Italia.

Nei prossimi anni arriveranno al Sud 200 miliardi di euro dall’Unione europea come fondi strutturali e fondi del PNRR (piano nazionale di ripresa e resilienza), una fetta importante di queste risorse sono per Napoli. Il Comune di Napoli nei prossimi anni dovrà avere una squadra di amministratori e personale della Pa capace, efficiente e progettuale. I soldi ci sono. Occorre spenderli per progetti utili e immediatamente cantierabili. Napoli è una città che non si amministra da sola ed è una città che si ama. 

Periferie, giovani e debito sono le questioni più ricorrenti nel dibattito politico su Napoli tra eredità del passato e il futuro post pandemico. Le sue prime 3 mosse in caso di elezione. 

Le periferie sono il centro del mio progetto politico. Non deve più esserci distanza, differenza tra centro e periferia. Napoli e la sua sterminata area metropolitana, sono un unico continuum urbanistico e sociale. Si cresce tutti assieme. Lo Stato, in tutte le sue articolazioni (non solo il comune), non deve più essere solo repressione dei fenomeni criminali ma deve essere soggetto capace di portare nei luoghi in cui è tutto più difficile sviluppo, lavoro. Nessuno sceglie dove nascere, e nessuno deve avere minori chance solo perché nasce in un posto piuttosto che in un altro. I giovani sono il presente di Napoli, non il futuro come pure qualcuno pomposamente dice senza capire che parlarne al futuro è una condanna a farli partire visto che oggi non c’è nulla per trattenerli. Napoli deve continuare a formare eccellenti professionalità nelle sue Università ma poi bisogna che queste eccellenze restino qui.

È diventato davvero un teatro dell’assurdo. Napoli spenda risorse importanti per formare fior di professionisti che poi ci ritroviamo in posti di enorme responsabilità altrove nel mondo. Uno degli ultimi esempi di quello che dico è la storia del professor Antonio Giordano. Scienziato di levatura mondiale nel campo della oncologia da 20 e passa anni negli Usa dove dirige un centro di eccellenza. Ma perchè questo napoletano non è stato trattenuto a Napoli? Ma perchè tanti altri giovani che eccellono in ogni campo non restano a Napoli? Dobbiamo lavorare per offrire ai giovani opportunità in ogni campo. In ogni settore. Napoli è uno scrigno di cultura e tesori d’arte ma il suo capitale più importante, la sua più immensa ricchezza è il capitale umano. La ricchezza di Napoli, il presente ed il futuro di Napoli, sono i giovani.   

Napoli e la camorra che controlla quartieri e soffoca attività produttive tra questione morale ed emarginazione sociale. Quale impegno può assumere da sindaco in 5 anni di amministrazione. 

Da sindaco non rappresenterei la parte dell’apparato repressivo dello Stato che sinora ho interpretato nel servizio giustizia. Un sindaco è votato a rimuovere ogni ostacolo di qualunque natura al principio di uguaglianza e a dare opportunità a tutti in una città libera, plurale e capace di offrire delle chance ai suoi giovani. La camorra, le mafie, occupano tutti quegli spazi che lo Stato lascia liberi. Noi non lasceremo nessuno spazio alle forze criminali, saremo presenti ovunque. 

Investimenti, piano urbanistico e Recovery Plan: quale visione di città e come sfruttare le risorse europee per innovare Napoli. 

Voglio subito una città normale, amministrata in maniera ordinaria, capace di dare immediatamente un segno netto di discontinuità rispetto a decenni di declino quasi ineluttabile di una grande città oramai piegata su stessa. Nei primi mesi di Governo restituiremo a Napoli un volto normale, decoroso, valorizzeremo la sua bellezza. La parola chiava sarà decoro urbano. Poi si partirà con le grandi sfide che dovranno diventare non impegni, promesse o progetti sulla carta. No, questo tempo del politichese e delle promesse roboanti da campagna elettorale devono finire. Se vinciamo le elezioni diciamo che cosa vogliamo fare, come lo vogliamo fare, in quanto tempo e con quali risorse intendiamo; restituire Bagnoli a Napoli; valorizzare la costa e il mare di Napoli e renderlo fruibile da Bagnoli a Pietrarsa; restituire una vocazione economica a Napoli Est; ragionare come area metropolitana vasta e dunque collegare l’intera metropoli e i comuni intorno; rivedere e sistemare i trasporti, procedere alla digitalizzazione spinte dei servizi amministrativi;   

Infine, una risposta per i napoletani: perché votare Catello Maresca?

Perchè la squadra di Catello Maresca non dice di voler fare, non promette di fare, ma cambierà finalmente Napoli e la risolleverà dalla assurda situazione in cui è stata cacciata da 30 anni e passa di governo delle sinistre.

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