RISCHIO NAPOLI EST: “IN VIA ARGINE PER SPEGNERE INCENDIO ATTESO SCARICO GAS DELLE NAVI”

Un incendio a Ponticelli e Barra non si può domare a causa degli oleodotti di Napoli Est. È quanto denuncia Raffaele Carotenuto, ex consigliere comunale e ora impegnati con i comitati ambientalisti della zona, che scrive al prefetto Marco Valentini, al questore Alessandro Giuliano e al sindaco Luigi de Magistris.

“Un pezzo dei quartieri di Ponticelli e Barra – scrive nella lettera Carotenuto ‘vittime’ inconsapevoli di navi, gas, oleodotti e traffico di autocisterne che assurgono a bombe viaggianti. Nelle primissime ore della giornata di ieri un grosso incendio nei sottoservizi di via Argine, arteria a scorrimento veloce, per essere domato ha dovuto ‘attendere’ che una nave all’interno del porto finisse di trasportare gas negli appositi oleodotti che camminano proprio sotto la superficie di Via Argine (a pochi metri sotto l’asfalto), per essere depositato nel sito di stoccaggio nella medesima strada. Poiché non è stato possibile togliere la corrente elettrica, sezionare l’impianto di energizzazione ed ‘affrontare’ l’incendio, si è aspettato la fine delle operazioni per permettere al gas di camminare sotto la strada”.

“Nel frattempo l’incendio è diventato sempre più grosso – denuncia Carotenuto – ha provocato danni maggiori ed una parte di cittadini, commercianti e soggetti sociali, si sono trovati senza corrente elettrica per quasi l’intera giornata. È mai possibile non fermare un incendio, di proporzioni vaste, sotto il suolo di calpestìo di una strada a scorrimento veloce, per far passare il gas negli oleodotti esattamente vicini ai sottoservizi che hanno preso fuoco? Chi paga i maggiori danni per l’attesa? Quali ulteriori danni potevano essere evitati se l’incendio si affrontava tempestivamente? Chi risarcisce i danni a cittadini, commercianti, artigiani e alle intere categorie produttive? Il Comune di Napoli ha interessato qualche suo Servizio per l’incendio, ovvero sono stati spesi soldi pubblici per fare la guardiania al gas in attesa che questi finisse di “scorrere” sotto il suolo di Via Argine per stazionare nei depositi di stoccaggio?”.

Quello di Carotenuto è un lungo elenco di domande che da anni attendono risposte per i 150mila residenti della Sesta Municipalità: “gli enti fornitori di energia, Citelum e Enel (o altri), addebiteranno al Comune di Napoli il costo delle eventuali riparazioni alle luci pubbliche e a quelle delle abitazioni private? Via Argine per quanto tempo resterà chiusa al traffico per lavori, con grave danno agli automobilisti che al mattino si recano al centro della città? Le autocisterne che trasportano gas e petroli continueranno indisturbati la “via crucis” sulla medesima Via Argine, peraltro già “sezionata” da lavori stradali? I gestori dei siti petroliferi continueranno a dire che il tutto è sicuro, ovvero sono ancora certi che le loro attività non creino paura, insicurezza e pessima qualità della salute pubblica?”

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