NAPOLI, PER IL SINDACALISTA SORGE INDAGINE PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE: “AZIONE REPRESSIVA”

In una recente intervista su Sud Reporter aveva raccontato delle 16 denunce a suo carico. Ora
Eduardo Sorge, membro dell’esecutivo nazionale del Si Cobas e tra i portavoce del Movimento di Lotta Disoccupati 7 Novembre, è stato informato dai legali di un’indagine a suo carico per Associazione a delinquere (articolo 416 del codice penale) in cui sarebbe coinvolto e che risulta tuttora in corso.

A parlare della vicenda è il Laboratorio politico Iskra da dove Sorge ha iniziato la sua militanza fino ad approdare a quella sindacale: “non entriamo nel merito di un’indagine di cui sappiamo ancora molto poco – scrive in una nota il Laboratorio – ma iniziamo a sottolineare la cornice politica entro cui si attua questa azione repressiva. L’utilizzo dell’associazione a delinquere è un capo d’imputazione usato più volte contro i movimenti di lotta. Qui a Napoli la Procura, con questa fattispecie di reato utilizzata spesso contro i disoccupati organizzati, ha provato a distruggere queste esperienze di lotta collettive, utilizzandolo come un monito chiaro per chiunque avverta la necessità di mobilitarsi in difesa del diritto ad un salario”.

“La criminalizzazione dei movimenti di lotta – continua la nota – la depoliticizzazione degli stessi, l’uso indiscriminato dei reati associativi, disegna una pericolosa strategia volta a risolvere il conflitto sociale sul piano dell’ordine pubblico, spesso in maniera preventiva, nel tentativo di sbarazzarsi di chiunque osi organizzarsi per rivendicare i più basilari diritti come quello al lavoro, alla casa, alla salute, alla bonifica”.

Il sindacato di Sorge è il Si Cobas, lo stesso di Adil che fu ucciso da un tir durante un picchetto nello sciopero del 19 giugno. “L’unica possibilità concreta che abbiamo oggi – prosegue il comunicato – è unirsi attorno ad un programma politico di lotta capace di fare da ponte tra le rivendicazioni immediate e la prospettiva rivoluzionaria ed anticapitalista, che sia in grado di parlare alle emergenze ed esigenze sociali in un’ottica di trasformazione politica, sociale ed economica”.

“È da tempo che siamo scesi in campo e continueremo ad allargare il fronte unico degli sfruttati pronti a farvi tremare e rovesciarvi e non saranno teoremi fantasiosi, denunce, fogli di via o multe a fermarci. Come urliamo ogni giorno dalle piazze, il messaggio chiaro a chi mette in atto queste montature è uno solo: se toccano uno, toccano tutte e tutti noi. Giù le mani da Eddy, giù le mani da chi lotta”, conclude Iskra. E giovedì promettono di tornare di nuovo in piazza.

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