NAPOLI E QUALITÀ DELLA VITA, FORUM TERZO SETTORE: “ELEZIONI UN BANCO DI PROVA”

Foto Antonio Balasco

Nei giorni scorsi Il Sole 24 Ore ha pubblicato la classifica sulla qualità della vita nelle città italiane. Per la prima volta quest’anno la classifica analizza le diverse fasce d’età: bambini, giovani, anziani. Il Mezzogiorno è in coda. E la Campania non fa eccezione.

Tutte le province figurano agli ultimi posti. Per la qualità della vita dei bambini, su 107 province, Salerno è al 101 posto, Napoli al 100esimo, Caserta 97, Benevento 96, Avellino 94. Inoltre Salerno è 106esima per scuole accessibili. Peggio fa solo Agrigento. Le città campane non vanno granché meglio nella classifica degli anziani con Caserta 99esima, Benevento 98

Avellino 93, Salerno 92 e Napoli 71esima. Dato estremamente grave è il posizionamento di Caserta al 105esimo posto per spesa pubblica per il trasporto di disabili ed anziani.

A questi dati si aggiungono quelli che toccano con mano gli enti del terzo settore impegnati quotidianamente nel fornire servizi e sostegno ai cittadini più fragili. Dalla mancanza di servizi alla carenza della macchina amministrativa, fino al mancato supporto delle istituzioni anche nei servizi che il privato sociale gestisce per conto del pubblico. Queste falle nel sistema non consentono lo sviluppo delle città. Tra i dati da attenzionare maggiormente quello relativo alla dispersione scolastica. Nella città metropolitana di Napoli il 22,1% dei giovani abbandona gli studi. A Caserta il 17,9, a Benevento il 17, a Salerno il 15,3, ad Avellino il 9,3 per cento. Insufficienti anche i servizi per le persone con disabilità.

«La qualità della vita incide anche su altri fattori economici. Per questo il Mezzogiorno non riesce a crescere. I servizi vanno organizzati in considerazione dei soggetti fragili. Dalla presa in carico dei bambini per l’accompagnamento alla crescita fino alla rete di protezione per gli anziani. Il welfare deve essere al centro delle decisioni politiche, al centro della visione delle amministrazioni, soprattutto dei comuni capoluogo. Bisogna costruire un’idea di società più attenta al bisogni dei cittadini, un welfare moderno e sussidiario. Bisogna puntare sui servizi. Ridisegnare il welfare. La Campania deve cambiare passo e le prossime elezioni sono il banco di prova, soprattutto perché andranno al voto quattro capoluoghi di provincia su cinque». A dirlo Giovanpaolo Gaudino, Portavoce del Forum del Terzo Settore della Campania.

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