INFORTUNIO SPINAZZOLA AL TENDINE D’ACHILLE: NON SI TRATTA SOLO DI SFORTUNA – Di Patrizia Maiorano

Patrizia Maiorano – La partita dell’Italia ai quarti di finale degli Europei 2020 è stata segnata da una lotta fino all’ultimo minuto per mantenere il vantaggio sul Belgio e da due fantastici gol, quello di Insigne in primis. Ma di quella partita ricorderemo anche il gol mancato di Lukaku sventato da Spinazzola, e l’infortunio di quest’ultimo per il quale egli stesso ha chiesto immediatamente il cambio, facendone capire la gravità: rottura del tendine di Achille sinistro. 

Ma si tratta solo di sfortuna?

Analizziamo tutti gli infortuni di Leonardo Spinazzola durante la sua ultima stagione calcistica. 

-8 Novembre 2020, Genoa-Roma: lesione adduttore destro. 

-20 dicembre 2020, Sampdoria-Roma: lesione di I grado del bicipite femorale sinistro. 

-8 Aprile 2021, Ajax-Roma: trauma distrattivo del bicipite femorale sinistro. 

-29 Aprile 2021, Manchester Utd-Roma: lesione di II grado del bicipite femorale sinistro.

-2 Luglio 2021, Italia-Belgio: rottura del tendine Achille sinistro.

Quello che viene subito da pensare è che forse l’arto inferiore sinistro fosse indebolito dai continui infortuni al bicipite femorale. Probabilmente quest’ultimo non è mai guarito completamente o non ha mai ripreso del tutto la sua elasticità (condizionata dalla presenza di “cicatrici”) o non si è mai ripreso totalmente in termini di tono e di trofismo muscolare rispetto al controlaterale. Questa sorta di “debolezza” avrà potuto innescare dei meccanismi di compenso durante la corsa, portando ad irrigidire a mo’ di difesa la gamba (e quindi il tricipite della sura), mandando in sovraccarico funzionale e in tensione il polpaccio e, di conseguenza, il tendine di Achille, fino alla rottura.

Ma c’era da chiedersi: perché tre infortuni allo stesso muscolo?

E’ possibile che lui non avesse un equilibrio muscolare globale con un deficit funzionale a monte o a valle che lo portasse a compensare utilizzando troppo e male i flessori dell’arto sinistro? Spesso capita di riabilitare la sede di una lesione senza considerare la globalità del corpo e, a lungo andare, i compensi non funzionano più, il deficit si struttura e ne nascono i problemi muscolari, tendinei ed articolari.

E’ necessario ricordare che “riabilitare un arto deve portare sempre a riabilitare la persona”.

*Medico Fisiatra 

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