NAPOLI, BASSOLINO SU DATA ELEZIONI: “UNO SPERPETUO”. L’IRA SUL PD E LA RISPOSTA A RENZI

Bassolino risponde a Renzi, attacca il Partito democratico e punta il dito contro il rebus della data delle elezioni. Lo fa a Radio Crc nella trasmissione Barba&Capelli e come sempre non le manda a dire.

L’ex sindaco ha risposto al segretario di Italia Viva che gli aveva riservato parole di stima ma anche la richiesta di ritirarsi: “Renzi ha detto che le battaglie non si fanno per rivincita. Io ringrazio per le parole di stima e aggiungo: appunto, le battaglie non si fanno per risentimento perché mi sono candidato da semplice cittadino per amore della mia città”.

Poi sul Pd ricorda di essere stato uno degli artefici di quel partito: “sono stato e sono uno dei fondatori del Partito democratico che volevo fare dieci anni prima perché allora c’era un vento riformatore in Europa. Dopo l’Ulivo il vento già spirava verso altra direzione. Lo abbiamo fatto con l’obiettivo di essere oltre il 30 per cento ma non siamo riusciti a portarla a questa cifra e penso che rimanga il problema di una grande forza popolare. Per me è stato un grande dolore il lungo silenzio nei miei confronti durante i 19 processi e anche dopo le assoluzioni. Ancora oggi è inspiegabili il Pd abbia fatto finta nei mesi scorsi che io non dicessi o non parlassi per questa candidatura. È stato un dispiacere forte”.

E ha proseguito: “dal Pd con diversi segretati ho avuto scelte sbagliate e ingiuste come le primarie di 5 anni fa mi fermai, altro che risentimento. Ho la testa rivolta in avanti e ho il dovere di dare una risposta ai cittadini che mi hanno chiesto la candidatura. So più di tutti che è una battaglia difficile ma non è impossibile e andiamo avanti per il bene della città, sopra gli interessi del Pd e di altri partiti. Mi rivolgo ai napoletani, soprattutto sfiduciati e di qualsiasi colore politico”.

Sul rebus della data per le elezioni Bassolino ha sottolineato: “è una situazione assurda e con sincerità sono impressionato dal silenzio pubblico sulla data delle elezioni da parte anche dei media. Noi avremmo dovuto già aver votato, mi sono candidato 5 mesi perché il voto doveva essere all’inizio di giugno. Oggi avreste dovuto intervistare già il sindaco eletto e la cosa singolare è che si è votato ovunque, dalla Spagna alla Francia, mentre solo in Italia le elezioni sono state spostate in autunno. Molti cittadini mi hanno detto che era chiara la ragione del rinvio: il ritardo dei partiti nella scelta dei candidati. A Napoli questo rinvio è uno sperpetuo. A Palazzo San Giacomo non c’è più la testa per pensare alla città e qui accadono 100 cose ogni giorno, prima c’è un sindaco e meglio è”.

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