SCIOLTO COMUNE VILLARICCA, RUOTOLO: “DEMOCRAZIA SOSPESA NELLA PROVINCIA DI NAPOLI”

“A poche settimane dallo scioglimento per infiltrazioni della camorra del Consiglio comunale di Marano questa volta il Consiglio dei ministri ha adottato la stessa decisione per Villaricca. Un provvedimento che si aggiunge a quelli per i comuni di Arzano, Sant’Antimo e Orta di Atella dove già ci sono i commissari prefettizi. Senza dimenticare le commissioni d’accesso a San Giuseppe Vesuviano e Castellammare di Stabia e gli accertamenti in corso su Torre del Greco e Torre Annunziata dove i fenomeni di corruzione e infiltrazioni hanno messo in discussione le giunte comunali”.

A parlare è il senatore Sandro Ruotolo che lancia l’allarme democratico nella provincia di Napoli a due mesi dalle prossime elezioni comunali.

“A questo quadro allarmante – prosegue Ruotolo – occorre tener presente i numerosi provvedimenti antimafia interdittivi nei confronti di ditte operanti in molti comuni della città metropolitana di Napoli nei settori del trasporto rifiuti, ristorazione, attività alberghiera, parcheggi, agenzie immobiliari, pubblici esercizi, centri estetici, produzione di carta, imballaggi e plastica, attività di ricevitoria e lavori edili. È uno spaccato che mostra come esista una contaminazione tra camorra, politica, settori della pubblica amministrazione e imprese nei comuni della provincia di Napoli che rappresenta una vera e propria emergenza nazionale”.

Secondo Ruotolo siamo di fronte a un sistema di potere “che priva a oltre 250 mila cittadini il diritto democratico di essere governati”. Il commissariamento per un periodo fino a 18 mesi di un comune sciolto per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso “non garantisce con le successive elezioni un naturale e profondo cambiamento”.

“Un esempio è il caso di Arzano – sottolinea il senatore – al voto il prossimo ottobre, dove continuano le scorribande a colpi di ‘stesa’ dei clan e tentativi di condizionamento: il commissario prefettizio e il capo della polizia municipale sono stati oggetto di pesanti minacce di morte. Troppo radicati gli interessi e troppo deboli gli strumenti per contrastarli. La vera sfida è il rinnovamento della politica e dello schierarsi perché o si sta contro le mafie o si è complici”.

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