ROGHI TOSSICI, GIORDANO: “ECCO I DANNI DELLE DIOSSINE E COSA DEVE FARE IL FUTURO SINDACO”

Giuseppe Manzo – Roghi tossici quotidiani: quanti danni ancora sulla nostra salute? L’ultimo ancora acceso è quello a Barra dove stanotte è andata in fiamme la zona del campo rom sprigionando una nube tossica fino alla zona vesuviana. Aria irrespirabile con il caldo infernale, allarme per le diossine e gli altri inquinanti che quotidianamente invadono le province di Napoli e Caserta (e anche altre zone del Paese). Per fare il punto ecco alcune domande rivolte al professore Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute or Cancer Research and Molecular Medicine, Temple University di Filadelfia e ordinario di Anatomia ed Istologia Patologica all’Università di Siena, oltre che membro del comitato scientifico dell’Istituto superiore di sanità.

Professore, stanotte a Napoli un grande rogo a Barra e nube tossica da ore sulla città. Quali sono le conseguenze della diossina sul nostro organismo?

Lo smaltimento illecito di rifiuti, in particolare la combustione è responsabile di un rilascio di sostanze tossiche nell’ambiente di estrema tossicità per la salute umana. Molte di queste sostanze si accumulano in ogni compartimento del nostro ambiente, inquinandolo. Più dettagliatamente, il rilascio di diossine risulta particolarmente dannoso, poiché questi composti appartenenti alla categoria dei “POP” (composti organici persistenti) sono dotati di eccessiva stabilità, quindi permangono a lungo e sono, inoltre, in grado di diffondere largamente nello spazio. Una volta prodotte, le diossine, poi dal suolo arrivano all’uomo tramite la catena alimentare. Per l’uomo sono estremamente dannose, sono classificate come cancerogeni di tipo 1 dallo IARC, ed infatti interferiscono con il nostro patrimonio genetico. Attraverso meccanismi di tipo epigenetico di alterano la trascrizione dell’informazione contenuta nel DNA, determinando malattie come il cancro, il diabete, l’infertilità, le malattie alle vie respiratorie, le allergie, l’obesità, i disturbi neurodegenerativi, l’alterata risposta allo stress.

Ogni giorno la terra dei fuochi vede roghi tossici a cui si uniscono gli incendi boschivi e il caldo record: che rischi ci sono mentre ci difendiamo anche dal Covid?

Purtroppo ormai non è più possibile considerare “Terra dei Fuochi” solo la tristemente nota area Campana, ormai l’Italia è piena di “Terre dei fuochi”. Per quanto riguarda la connessione tra COVID-19 e salute ambientale, esse sono molto correlate. Infatti, non solo l’insorgenza di nuova di una nuova pandemia è conseguenza indiscutibile distruzione degli habitat, ma in aggiunta, l’aria che respiriamo complica in modo severo il nostro organismo che quindi reagisce in modo inefficiente all’infezione da coronavirus.

Lei coordina il progetto Veritas per uno screening sulla popolazione: secondo lei le mascherine in Campania servono di più per l’aria che respiriamo?

Ho coordinato lo studio Veritas, studio totalmente finanziato dai cittadini. Per tale ragione, avendo pochi fondi, l’obiettivo dello screening era far emergere la gravità della situazione al fine di incentivare immediate risoluzioni alla decennale problematica. Sono stati dosati i livelli ematici di metalli pesanti cancerogeni e inquinanti organici persistenti (POP), su una coorte di 95 pazienti oncologici residenti in Campania e sono stati osservati alti livelli di concentrazione ematica di metalli pesanti in alcuni comuni, come Pianura, Giugliano, Qualiano e Castel Volturno. Nonostante alcuni limiti di questo studio esplorativo, come le dimensioni ridotte del campione per alcuni comuni, le nostre osservazioni preliminari confermano alcuni studi precedenti: il livello di metalli tossici nel sangue dei pazienti oncologici in alcuni comuni della Terra dei Fuochi è del tutto fuori norma. Oggi, i miei studi, continuano in questa direzione, e inoltre il mio impegno si esteso al di fuori della Campania, essendo stato nominato membro del Comitato scientifico dell’ISS come rappresentante del Ministero dell’Ambiente per studiare il rapporto tra ingiurie ambientali e patologie umane e coordinatore di un gruppo al ministero della Sanità, a sostegno dei sottosegretari Pierpaolo Sileri e Andrea Costa (che ha la delega all’ambiente, ndr), sempre al fine di proporre e promuovere interventi di salute pubblica in ambito ambientale.

Cosa chiede al futuro sindaco metropolitano di Napoli di fronte a questa emergenza senza fine?

Mancati e controlli e bonifiche non realizzate sono ancora una realtà campana. Purtroppo, identificare il “nesso di causalità” non è semplice, ma questa non può essere una giustificazione. I gravi problemi ambientali non possono essere aggravati da problemi di natura economico-politica. Al futuro sindaco di Napoli credo che le soluzioni da attuare innanzitutto devono avvenire in tempi brevi, pertanto, è necessario indottrinare la popolazione prima ed incentivare la sanità pubblica aumentando attività di prevenzione e screening poi. Fin dal primo momento Catello Maresca si è mostrato disponibile a fronteggiare questa situazione e da magistrato ha combattuto gli ecoreati nella nostra regione.

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