ROGO BARRA, APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI E SCONTRO SUI CAMPI ROM: IL COMUNE OSPITA 120 PERSONE

“Le 33 famiglie per un totale di circa 120 persone saranno ospitate già da stasera nel Centro Comunale Accoglienza di Supporto Territoriale Welfare presso l’ex plesso scolastico Deledda in via Cassiodoro a Soccavo”. Sono 400 i “nominali” del campo di via Mastellone ma in realtà molti sono tornati in Romania e quindi il numero delle famiglie si è ristretto a una trentina. Il problema riguarda la struttura di Soccavo che non ha gli spazi per contenere quel numero di persone e anche la Curia si è fatta avanti per accogliere una parte di queste persone.

È quanto annuncia, in una nota, il Comune di Napoli in merito alle famiglie sfollate dopo il rogo che ha interessato il campo rom di Barra. La decisione al termine della riunione operativa che ha visto la partecipazione delle assessore alla Protezione civile Rosaria Galiero e al Welfare ed Ambiente Donatella Chiodo, assistite dai dirigenti degli Uffici comunali che a vario titolo sono stati interessati alle questioni operative già nell’immediatezza del rogo.

Nelle prime ore di domani, spiegano dal Comune, giungeranno i pacchi alimentari per gli ospiti del Centro, nato nel 2005 come Centro di Prima Accoglienza nel contesto dell’ondata migratoria dei Rom rumeni, e che nel tempo è stato trasformato in Centro di Accoglienza e punto di riferimento per la progettazione rivolta ai Rom rumeni. Il tavolo operativo del Comune, che ha informato immediatamente degli esiti della riunione la Prefettura, resta convocato per seguire tutti gli altri aspetti, anche quelli di natura ambientale e di bonifica dell’area.

Le accuse e i volontari

Emergency insieme alle associazioni di Ponticelli avevano lanciato un appello perché sono 400 in tutto le persone sfollate dopo il rogo di stanotte. “Conosciamo gli abitanti del campo, perché sono nostri pazienti e stiamo effettuando screening sanitari per capire se ci sono ustioni e intossicazioni, o se serve che qualcuno venga con noi in ambulatorio – dichiara Andrea Belfiore, coordinatore del progetto di Ponticelli di Emergency- . Insieme alle associazioni che lavorano con noi in quest’area, stiamo portando beni di prima necessità, acqua e viveri per affrontare il caldo di queste ore. Ma ci chiediamo dove dormiranno questa notte queste persone? Dove andranno i bambini? Aspettiamo che le istituzioni intervengano velocemente per trovare una soluzione”.

Sui social, intanto, sono state decine le frasi e i commenti contro i rom che vengono presi di mira come sempre e indicati come responsabili. A dar man forte a questa tesi, soprattutto in piena campagna elettorale, è la destra. Per Severino Nappi, coordinatore della lista Prima Napoli, questa notte è scoppiata “l’ennesima bomba a orologeria del degrado che continua ad attanagliare molte zone di Napoli. In attesa di conoscere le cause che hanno portato al rogo del campo rom di Barra, ribadiamo la necessità, già espressa da tempo, di chiudere questi spazi, degradanti non solo per le persone che ci sopravvivono, ma per l’intera città e per tutti i napoletani. Senza contare gli effetti devastanti di questi incendi che, in aree già duramente provate dall’inquinamento, rendono l’aria irrespirabile con ripercussioni incalcolabili sulla salute dei residenti”.

“Via i campi rom da Napoli e dall’area metropolitana”. Lo afferma, in una nota, la dirigente nazionale di FdI, Gabriella Peluso, commentando l’incendio che si è verificato nel campo nomadi di Barra a Napoli. “I campi nomadi costituiscono una grave emergenza ambientale e sociale in quanto contribuiscono a degradare le aree periferiche della città e della sua area metropolitana aumentando i problemi di illegalità, di insicurezza ed inquinamento ambientale”, sottolinea.

Eppure la cronaca quotidiana dei roghi racconta di un fenomeno ampiamente dimostrato di pratica illegale dello smaltimento industriale e di risulta proveniente dal ciclo produttivo, formale e informale. Questa sera, infatti, ci sono stati due roghi a breve distanza. Il primo è stato segnalato nel pomeriggio sulla diramazione Giugliano-Aversa dell’asse mediano: a fuoco una discarica illegale di copertoni occultata sotto le sterpaglie. Poco dopo a Frignano altre fiamme postate dalla pagina facebook Trentola-Ducenta Terra nostra.

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