NAPOLI: SE TUTTI I CANDIDATI SINDACO HANNO PRESO IMPEGNI CON IL MOVIMENTO DISOCCUPATI

Giuseppe Manzo – Hanno preso impegni all’unisono. Tutti e 4 i candidati sindaco di Napoli hanno incontrato il Movimento di lotta 7 novembre che ha fatto “irruzione” nella campagna elettorale.

Potrebbe apparire come normale dinamica elettorale ma in realtà non è così se si confronta con il passato. I disoccupati organizzati hanno, spesso, rappresentato platee elettorali per questo o quel partito o leader (di sinistra o destra). Oppure erano gli “appestati” mezzi criminali o estremisti della piazza. Questa volta non è così.

L’ultimo in ordine di tempo ad averli incontrati è stato Gaetano Manfredi sulla spiaggia del I vico a Marina di San Giovanni a Teduccio. Il luogo rappresenta uno dei litorali cittadini dove per due mesi i disoccupati del Movimento stanno contribuendo alla pulizia con la raccolta differenziata di carta, vetro e plastica in collaborazione con l’Asia. “Un lavoro utile da parte di coloro che non solo lottano per la difesa dei propri diritti – ha detto Manfredi – ma vogliono anche dare un contributo concreto alla comunità. In quest’ottica il tavolo inter-istituzionale presente in Prefettura proseguirà il percorso di valorizzazione di progetti sociali utili alla città per renderla più pulita e funzionale e per creare nuove possibilità occupazionali”.

Questa dichiarazione per chi ha le maggiori chance di diventare primo cittadino ha un peso per l’impegno e anche per la visione verso questa lotta che si basa su radici conflittuali molto forti ma al tempo stesso nuove. Lo ha detto Antonio Bassolino che ha paragonato questa iniziativa sui litorali allo sciopero bianco di Giuseppe Di Vittorio.

Prima di Manfredi è arrivata anche Alessandra Clemente su quella stessa spiaggia e, primo fra tutti, Catello Maresca. Le parole si ripetono allo stesso modo, un’ apertura per chi oltre la piazza mette in moto qualcosa di pubblica utilità rispondendo anche a un vuoto istituzionale per la pulizia e manutenzione dei litorali in una città di mare.

La novità del Movimento 7 Novembre non si esaurisce qui. Ormai i disoccupati, collocati in un’area politica vicina al Si Cobas e alla sinistra più radicale, sono fuori dalla canea che si sta scatenando sui social tra ex esponenti arancioni: accuse di “tradimenti” e scene da decadenza di fine regime che segnano il fallimento politico e umano dell’esperienza di de Magistris e della presunta rivoluzione.

In tal senso il Movimento spiega i suoi obiettivi: “l’autonomia del nostro movimento, l’autonomia dei proletari organizzati, ha determinato l’irruzione nell’agenda politica cittadina e l’obiettivo di far esprimere chiaramente tutte le coalizioni e tutti i candidati e le forze politiche (Maresca, Bassolino, Clemente ed ora anche Manfredi) sui nostri obiettivi: valorizzare l’attività svolta dai disoccupati, garantire continuità e concretezza al tavolo interistituzionale in Prefettura avviato il 9 Giugno, sollecitare la partecipazione della Regione Campania e trasformare questo in un percorso concreto per lavori di pubblica utilità. Rilanciamo la mobilitazione per tutti gli iscritti, i solidali e le organizzazioni disponibili alla manifestazione del 1 Settembre a Piazza Carità ed all’assemblea generale nazionale del 15 Settembre verso lo Sciopero Generale dell’11 Ottobre”.

Il prossimo sindaco, chiunque sia, e la sua opposizione, sanno che a Napoli nella “piazza di sinistra” può trovare un soggetto serio con cui si discute di problemi e questioni sociali in piena crisi post Covid. E non è poco.

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