NAPOLI AL VOTO, LA RISSA CONTINUA NONNO-DIODATO: “A BREVE ESPULSO DAL PARTITO”

Nonno-Diodato, la faida continua. Prosegue in radio a distanza la rissa tra i due esponenti della Meloni dopo quella nella federazione napoletana con accuse di testate sui denti. Non usano mezzi termini i due dirigenti che vengono dalla tradizione post-fascista napoletana e Crc Targato Italia continuano a scambiarsi insulti e accuse.

“In tutta Italia esclusa Napoli sono un dirigente nazionale di Fratelli d’Italia. C’è stato un momento di fibrillazione sulle presidenze di municipalità, io e miei amici siamo mortificati. Ci siamo presi un’ora di riflessione dialogando con i dirigenti nazionali e quando la cosa sembrava rientrata c’è stato un blitz di qualcuno senza i nostri nomi. Ha ricordato dinamiche nei partiti di alcuni anni fa”, dice Diodato.

Poi ha aggiunto al veleno: “con Nonno non ho rapporti da oltre 20 anni. Perché il personaggio è noto, fratello di Ernesto Nonno e in famiglia hanno dimestichezza con atti di vigliaccheria. Il momento clou è stato quando il sottoscritto è stato teste di accusa sui fatti della rivolta di Pianura e quello cosa per me il più alto per la giustizia mentre per lui è esploso un odio che va avanti. La stessa presenza mai vista in federazione di 5-6 soggetti lo testimonia e sarà la magistratura ad accertarlo”.

La replica di Marco Nonno è arrivata subito dopo: “quando subentrano vicende di carattere personale si arriva a questo. Questa vicenda mi ha danneggiato a livello di immagine, mi dispiace che Maresca sia stato complice di questa vicenda. Fino alle 6 è candidato con Fdi, la ritira e poi chiede di rientrare. Ora o era già candidato con la lista civica oppure 157 firme sono state prese in 4 ore, ci sono 20 testimoni a mio favore. È un personaggio disperato perché ha fatto cose che nemmeno uno squilibrato. Non è più dirigente di partito perché sarà espulso”.

Nonnno ha poi ribadito le sue critiche al candidato sindaco del centrodestra: “al Comune abbiamo preparato una lista di persone radicate sul territorio che vivono la politica con passione. Questa scusa del civismo non regge perché queste liste sono ricettacolo dei trombati dei partiti tradizionali, sono lo scarto con chi prova a essere eletto con meno voti. A me dispiace per Maresca, a Napoli questo civismo non esiste”. 

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