NAPOLI AL VOTO, “LA CULTURA NON CHIEDE IL PERMESSO”: LETTERA APERTA DI ARTISTI E DOCENTI

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta firmata da operatori culturali che sui social denunciano la mancata pubblicazione richiesta ai prinicipali quotidiani cartacei napoletani.

Come sempre quando si apre una competizione elettorale, si torna a parlare anche di cultura. Ma, purtroppo, se ne parla sempre nei medesimi termini in cui vengono affrontati gli altri temi: una carrellata di belle intenzioni, ma senza un progetto integrato con una visione a lunga scadenza. Ciascun candidato sciorina l’elenco di ciò che vorrebbe realizzare, ma manca sempre il programma sul come si dovrebbe realizzare: con quali tempi, con quali risorse, con quali obiettivi.

Ciò è tanto più problematico quando si tratta di cultura – che è anche un processo produttivo, una importante articolazione sociale, un fattore di sviluppo economico, ma che è prima di tutto, e nella sua complessità, una manifestazione di ricchezza immateriale per la comunità.Come cittadin* che, a vario titolo, operano nel campo della cultura nel territorio della Città Metropolitana di Napoli, non siamo particolarmente interessati alle promesse elettorali.Non crediamo alle promesse, così come non le chiediamo.

Continueremo a fare il nostro lavoro, a prescindere dagli esiti del voto.Al tempo stesso, crediamo che il rinnovo dell’amministrazione cittadina possa essere, ben al di là della contesa tra i candidati, una occasione di confronto che attraversi, nel modo più ampio possibile, la cittadinanza tutta, e sia quindi una opportunità per interrogarsi su quale città i cittadini stessi vogliano costruire.Riteniamo pertanto opportuno intervenire dal basso nel dibattito.Napoli, e l’area vasta compresa nella Città Metropolitana, è un territorio ricco di iniziative culturali, il cui limite maggiore è forse la difficoltà di mettersi a sistema. La quantità e la diversità delle realtà impegnate nel settore cultura – diverse per dimensione, per natura (imprenditoriale o meno), per settore d’intervento – sono certamente d’ostacolo, ma in ciò brilla la scarsa capacità dell’istituzione locale nel farsi facilitatore di processi, piuttosto che erogatore di fondi (pochi).

Come operatori culturali, riteniamo necessario l’apertura di un confronto con le istituzioni amministrative (quali che siano all’indomani del voto), in modo coordinato e continuato.Riteniamo necessario salvaguardare, sempre e comunque, gli spazi in cui la produzione culturale si svolge, ed anzi far sì che possano moltiplicarsi.Riteniamo necessario che la città sappia dotarsi di un’offerta culturale che non sia limitata ai grandi musei ed all’eno-gastronomico, e che si traduce in due/tre grandi attrattori in un deserto puzzolente di fritto, ma sviluppi la propria capacità di offrire una più articolata proposta culturale, capaci di intercettare il pubblico locale, nazionale ed internazionale.Riteniamo necessario un uso razionale delle risorse, non solo economiche, che possano favorire l’azione culturale nell’area metropolitana, così ricca di tradizioni e di capacità innovative.

Riteniamo che tale uso di risorse pubbliche debba essere, nei limiti del possibile, quanto più frutto di un confronto largo tra amministratori e città.Individuiamo a tal fine, come strumento possibile, la costituzione di una Camera della Cultura – sul modello della Camera del Lavoro, o della Camera di Commercio – in cui gli operatori culturali della Città Metropolitana si ritrovano in modalità fluida, aperta e partecipata, con il duplice obiettivo di farne un luogo di confronto tra i diversi soggetti che vi operano, e tra questi e le istituzioni locali.Immaginiamo questa Camera della Cultura come uno strumento informale, che troverà la sua eventuale legittimità e rappresentatività nel concreto sviluppo della propria azione.La cultura è un bene comune della collettività, e non ha bisogno di chiedere permesso.

Enrico Tomaselli, Magmart Festival Art Director; Marco Maraviglia, fotografo; Marco Petroni, docente universitario, teorico e critico del design; Concetta Celotto, autrice; Walter Picardi, artista; Antonio Manfredi, artista, Direttore Casoria Contemporary Art Museum; Alfonso Mezzacapo, performerLocus iste, associazione culturale; Carmine Cervone, Tipografia Museo; Maria Savarese, curatrice; Luciano Ferrara, fotografo; Paolo Cappelli, fotografo; Ivan Piano, artista e docente universitario; Massimo Pastore, artista; Maria Cinzia Mirabella, attrice; Chiara Alborino, danzatrice e coreografa; Enzo Salomone, attore.

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