NAPOLI, TRASPARENZA E RELAZIONE FINE MANDATO COMUNE: ESPOSTO M5S ALLA CORTE DEI CONTI

“Abbiamo presentato pertanto l’ennesimo esposto alla Corte dei Conti sperando che, come già fatto da altre Sezioni per Comuni importanti, venga emesso qualche provvedimento sugli inadempimenti amministrativi e contabili dell’amministrazione uscente”.

Ad annunciarlo sono i portavoce M5S in consiglio comunale Marta Matano e Matteo Brambilla che è anche candidato sindaco con la lista Napoli in movimento – No alleanze, i dissidenti 5 stelle.

“All’ex sindaco ed ai suoi assessori, che hanno avuto la faccia tosta di ricandidarsi sotto una qualsivoglia bandiera, al segretario generale ed al ragioniere generale – proseguono i due consiglieri – è sfuggito un banale adempimento, fondamentale però per capire come è stato amministrato l’Ente e come sono stati utilizzati i soldi pubblici: la relazione di fine mandato, che andava predisposta 60 giorni prima della scadenza del mandato, calcolato ovviamente alla sua scadenza naturale (ma siamo fuori termine anche con il rinvio delle elezioni)”

La relazione risponde al principio di responsabilità degli amministratori locali, “chiamati a dare conto della gestione, al fine di favorire e rendere effettivo il controllo democratico dei cittadini in occasione delle elezioni amministrative”. Essa rispetta i principi di effettività e trasparenza e costituisce, pertanto, “uno strumento di conoscenza dell’attività svolta nell’esercizio delle funzioni e momento fondamentale di trasparenza nella fase di passaggio fra amministrazioni, da cui si prende atto della reale situazione dell’ente”.

“La legge prevede misure sanzionatorie per inadempimento, stabilendosi per il sindaco e, qualora non abbia predisposto la relazione, per il responsabile del servizio finanziario o per il segretario dell’ente, la riduzione della metà, con riferimento alle 3 successive mensilità, rispettivamente, dell’importo dell’indennità di mandato e degli emolumenti. Il sindaco è, inoltre, tenuto a dare notizia della mancata pubblicazione, motivandone le ragioni, nella pagina principale del sito dell’ente”, concludono Matano e Brambilla.

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