NAPOLI AL VOTO E IL CASO BRUNO AMATO: LA “BOMBA” UNIVERSITÀ TRA ETICA E ACCUSE AL VELENO

G. M. – Il caso di Bruno Amato e del (tentato) comitato elettorale per Manfredi nell’Università. L’ex esponente Pdl e docente universitario si difende bollando come un’ingenuità quella mail inviata ai colleghi parlando con il sito fanpage.it mentre sulle pagine del Mattino assicura che pochissimi hanno risposto all’appello.

È arrivato la ferma condanna dei diretti interessati, l’entourage dell’ex ministro isola il candidato di “Moderati con Manfredi” e lo stesso aspirante sindaco chiosa: “non posso controllare tutte le persone”. La bufera, però, scoppia e i competitor non usano mezzi termini. Dal centrodestra chiedono il ritiro di Amato annunciando un’interrogazione parlamentare mentre tra le fila bassoliniane c’è chi parla di “voto di scambio”.

Ogni campagna elettorale ha il suo momento “scandalistico”, soprattutto se interessa chi è in campo per vincere. Eppure in questo caso c’è il rischio di non intervenire sul vulnus che interessa il mondo accademico e del suo rapporto con la politica cittadina, regionale e nazionale. Da una parte si sollevano, una tantum, analisi e j’accuse sull’intellighenzia poco impegnata e arroccata nei quartieri salotto e dall’altra gli accademici sono in campo a ogni tornata elettorale.

Servirebbe, invece, una riflessione sul mondo universitario come centro di potere dove l’accesso alle cattedre incrocia qualche scandalo come quello ultimo di dicembre 2020 tra casi di corruzione o di favoritismi sessuali. Dal caso Amato si dovrebbe chiedere con forza che la politica si occupi dell’etica a partire dai luoghi del sapere e della cultura, prima che possa intervenire la Procura a raccontarci di una nuova vicenda giudiziaria o in attesa di un nuovo comitato elettorale tra cattedre di ricercatori e professori associati in cerca di stabilità.

Esiste un sistema clientelare da estirpare come accusa Catello Maresca, magistrato in aspettativa? Si tratta di voto di scambio come accusano i bassoliniani? O il gesto di un singolo arrivista a caccia di voti? Domande che rischiano di essere un lontano ricordo dopo il 4 ottobre.

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