NAPOLI, I FUNERALI DEL PICCOLO SAMUELE. IL LEGALE: “CRANNIO LAVORAVA DA ANNI, GODEVA DI FIDUCIA FAMIGLIA”

Agenti di Polizia del reparto ‘ Scientifica’ eseguono rilievi sul balcone del palazzo in via Foria a Napoli da dove e’ caduto il bimbo poi deceduto durante le fasi di soccorso, 17 settembre 2021 ANSA / CIRO FUSCO

“Mi risulta che Mariano Cannio da anni si dedicava a lavori di carattere domestico non solo presso la famiglia Gargiulo ma anche presso altri familiari e parenti. Questo non avveniva da sei mesi o sei ore, ma da anni. Cannio era una persona che chiedeva spesso, avendo bisogno di sostentamento di carattere economico, di andare a svolgere queste attività domestiche presso l’abitazione dei vari componenti della famiglia Gargiulo. Nel caso specifico la mamma incinta all’ottavo mese mai come in questo momento aveva bisogno di un aiuto di carattere domestico”.

Lo ha spiegato l’avvocato Domenico De Rosa, legale della famiglia di Samuele Gargiulo, il bambino di 4 anni morto dopo essere precipitato da un balcone nei pressi di via Foria, a Napoli. De Rosa ha incontrato i cronisti prima dell’inizio dei funerali del piccolo.

“Sulla base di quello che mi è stato riferito, Cannio non aveva mai dato segni di squilibrio mentale. Era una persona tranquilla – afferma il legale dei genitori di Samuele -, anzi godeva della loro fiducia perché era una persona che dava un senso di tranquillità. La famiglia non aveva alcuna contezza di segni di schizofrenia. La riservatezza e la tranquillità che dimostrava erano un motivo in più per continuare a trattarlo in quel modo. Mariano Cannio risultava una persona tranquilla a cui affidare le pulizie in presenza di una signora in stato di gravidanza”. 

“La famiglia non cerca né vendetta né soluzioni catastrofiche nei confronti di Mariano Cannio. La famiglia aspetta la verità, attende di capire perché sia successo”.

Oggi è il giorno dei funerali del piccolo nella chiesa di Santa Maria degli Angeli alle Croci, poco distante dell’abitazione dove si è consumata la tragedia. La famiglia del bimbo ha chiesto ai cronisti di rispettare la loro “richiesta di riservatezza – ha chiarito il legale -. La famiglia mi ha chiesto di chiedervi attenzione per il loro dolore e loro aspettano con estrema tranquillità la verità che verrà fuori dall’indagine della procura”.

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