NAPOLI, RIMOSSA SCRITTA PER LUIGI CAIAFA. DIA: “ALTARINI E MURALES SFIDA CONTRO LO STATO”

Foto repertorio

È stata rimossa in mattinata a Napoli, a Forcella, la scritta apposta su un muto inneggiante a Luigi Caiafa. In nome del baby rapinatore ucciso nel corso di una rapina a via Duomo da un ispettore di polizia il 4 ottobre del 2020 era stata individuata qualche giorno fa nella stessa zona ove era già stato rimosso un murale abusivo a lui dedicato.

La cancellazione della scritta, come si legge in una nota della prefettura, “rientra nell’ambito del programma di interventi avviato a seguito di operazione concordata in apposito tavolo tecnico, in ottemperanza agli esiti del Comitato ordine e sicurezza pubblica dell’area metropolitana del 4 marzo scorso”. Proprio oggi nel Rapporto della Dia si fa riferimento a murales e altarini inneggianti persone legate alla criminalità.

l potenziale “bellico” delle organizzazioni camorristiche è utilizzato senza remore “tanto per azioni mirate, quanto per i più generici scopi intimidatori e di rivendicazione di un potere sui territori di riferimento”. Questa “teatralità criminale” è “trascesa negli ultimi mesi anche nelle pantomime degli altarini e dei murales che sono assurte più che a forme folcloristiche di devozione verso figure emblematiche degli ambienti del crimine, a veri e propri atti di sfida contro lo Stato”.

È quanto si legge nella relazione, riferita al secondo semestre del 2020, che la Dia ha trasmesso al parlamento. La Direzione Investigativa Antimafia affronta anche il tema delle cosiddette baby gang, evidenziando come “accanto ai grandi sodalizi mafiosi” sarebbe presente una “pletora di gruppi-satellite minori a composizione prevalentemente familiare e spesso referenti in loco dei primi e di baby-gang che non possiedono un background criminale di particolare consistenza e stabilità”.

Queste “bande” si rivelerebbero comunque “pericolose per la pressione che esprimono a livello locale pur di acquisire o conservare il controllo anche di limitati spazi territoriali, rendendosi spesso protagonisti di eclatanti forme di gangsterismo urbano (agguati, stese e caroselli armati)”.

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