WHIRLPOOL, 200 LAVORATORI ARRIVATI A ROMA PER L’ENNESIMO TAVOLO AL MISE CON I SINDACATI

Sono arrivati da qualche minuto alla stazione Termini a Roma i lavoratori Whirlpool, attesi alle 12.30 al ministero dello Sviluppo Economico per un incontro sulla vertenza del sito partenopeo della multinazionale degli elettrodomestici.

I sindacati vogliono risposte immediate dal governo “a tre anni dall’inizio della vertenza”. La vicenda riguarda 340 dipendenti del sito napoletano. Circa duecento le persone giunte a Termini, ora il corteo scortato dalle forze di polizia sta raggiungendo il Mise.

“Ringraziamo il Mise oggi rappresentato nella sua completezza, è un elemento di garanzia. Le ipotesi di reindustrializzazione sono complesse e meritano approfondimenti. La preoccupazione nasce sulla tempistica, visto che la procedura di licenziamento collettivo scade il 29 settembre”. 

Così Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile elettrodomestico, nell’incontro al Mise sulla vertenza Whirlpool. “Bene che ci sia una prima illustrazione della proposta- aggiunge- fateci discutere della concretezza. Non diremo mai nè si nè no fin quando non sapremo quanti lavoratori saranno assunti, con quale contratto e quali saranno le garanzie di questo progetto. Entriamo nel merito e il tempo va gestito con serietà e noi siamo disponibili. Abbiamo bisogno che tutti i soggetti coinvolti siano presenti – ribadisce Tibaldi- e ci sia un’intesa tra persone serie a trovare una soluzione concreta. Chiediamo un calendario di incontri per esaminare nel merito questo progetto”, conclude.

“Ci aspettiamo che finalmente il governo passi dalla generica idea della costituzione di un polo della mobilità sostenibile a un piano industriale vero e proprio. Quindi vogliamo sapere il nome degli imprenditori coinvolti. Poi ci auguriamo che Whirlpool desista dalla decisione funesta di avviare i licenziamenti a fine mese”. Così Gianluca Ficco, responsabile nazionale settore elettrodomestici Uilm.

“Il futuro imprenditore deve essere solido, credibile e industriale. Non accetteremo imprenditori farlocchi, creati ad hoc per fantasiose reindiustrializzazioni”, conclude.

***Seguiranno aggiornamenti***

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