NAPOLI, MIGLIAIA IN PIAZZA PER FRIDAYS FOR FUTURE: ACCUSE AL COMUNE, LA REPLICA DI COCCIA

I ragazzi sono tornati in piazza contro i cambiamenti climatici. Migliaia di studenti e professori del Fridays for future hanno invaso le città.  Da piazza Dante, a Napoli, sono tante le voci dei giovani che oggi si alzano in favore della sostenibilità ambientale in corteo fino a Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, per ribadire che il cambiamento climatico non è un problema solo globale, ma anche locale.

“Siamo qui a manifestare per salvaguardare il pianeta attraverso la lotta- spiega Lucia- Una lotta che per me va rivolta soprattutto a come vengono gestiti, dai governi, lo smalimento dei rifiuti tossici e le emissioni di CO2. Non è tanto colpa delle plastica o delle cicche che troviamo per strada se oggi siamo in questa situazione, piuttosto delle multinazionali e dei governi”.

Colorati e pieni di entusiasmo, ma anche arrabbiati e desiderosi di cambiare le cose, i manifestanti alzano al cielo i più disparati cartelloni di protesta. Per Danilo i giovani sono riuniti in piazza al fine di “difendere il pianeta. Il primo passo- afferma convinto- è quello del consumo consapevole, di adottare uno stile di vita sostenibile. Io ci sto provando”.
Più specifico ancora è Matteo, che alla Dire spiega: “la strada è ancora lunghissima, ma abbiamo sempre meno tempo per avviare un processo di riconversione seria e provare ad evitare quello che si prospetta sempre più inevitabile: una crisi climatica irreversibile per il pianeta e per tutti noi. Bisogna tagliare le emissioni e investire sulle rinnovabili. Dobbiamo agire adesso anche sui nostri consumi e sul nostro stile di vita.
L’impressione è che le persone che ora occupano le ‘poltrone’ del potere non abbiano compreso la gravità degli eventi che sono in corso. Quando ci sarà questa consapevolezza condivisa allora forse potrà cambiare qualcosa”.

Nelle ‘retrovie’ due ragazze con delle cassette piene di frutta: “siamo qui anche per portare avanti le istanze di un movimento internazionale ‘The plant based treaty’ che vede i sistemi di produzione alimentare in prima linea nella lotta al cambiamento climatico- racconta Francesca- È tempo di agire. Non si puo più aspettare”. A questo, Marina aggiunge: “saremo la prima generazione ad essere investita dal cambiamento climatico.
I nostri figli potrebbero essere gli ultimi a vivere la vita cosi come l’abbiamo vissuta noi. Dobbiamo assolutamente riconsiderare le nostre abitudini”.

“L’amministrazione uscente ha completamente disatteso le aspettative sulla salvaguardia dell’ambiente”. Così Monica Capo del collettivo Teachers For Future Campania, che aggiunge: “Con questa amministrazione abbiamo siglato una delle prime dichiarazioni di emergenza climatica d’Italia. Erano stati presi dei precisi impegni che andavano nella direzione della sostenibilità ambientale. Si è visto ben poco o quasi nulla di quello che era stato messo su carta. È rimasta una promessa simbolica”.

Alla Capo risponde Elena Coccia, candidata con Alessandra Clemente sindaco: “dispiace che a Napoli una piccola parte dei manifestanti abbia deciso di cogliere l’occasione per criticare l’Amministrazione comunale uscente, utilizzando argomentazioni pretestuose per attaccare Luigi de Magistris. Il tema dei cambiamenti climatici e della transizione energetica è troppo importante per essere utilizzato da soggetti intenzionati solo a fare polemica politica spicciola”.

Infine, un’altra portavoce della protesta aggiunge: “al prossimo sindaco chiediamo – esordisce Michela – di occuparsi realmente della Terra dei Fuochi. Il tempo che rimane a disposizione dobbiamo sfruttarlo per delle misure politiche che siano realmente ecologiche”. E Zidane aggiunge che “una reale transizione economica dovrebbe partire dalla sanità, dall’istruzione dai trasporti. Da tutta una serie di cose che sono presenti all’interno del manifesto cittadino che abbiamo presentato ed autoprodotto attraverso un momento partecipato e democratico”. 

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