NAPOLI, L’ALLARME DI CISL UNIVERSITA’: “NEI POLICLINICI GRAVE CARENZA DI PERSONALE”

La Cisl Università ha inviato una nota ai ministri della Salute, Roberto Speranza, e dell’Università, Maria Cristina Messa, in cui esprime “preoccupazione per quanto sta accadendo al Policlinico universitario Federico II e al Policlinico universitario Luigi Vanvitelli di Napoli per le gravi carenze di personale dovute ai limiti al turn over imposti dalla Regione Campania a cui si aggiunge la violazione delle regole di settore”.

Il sindacato, si legge in una nota, denuncia che a causa “di una singolare interpretazione della norma fornita dalla Direzione Generale per la tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario e dalla stessa Regione Campania ci siamo visti costretti a richiedere l’intervento della Corte dei Conti e l’accertamento delle eventuali responsabilità in considerazione delle ripercussioni sui corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e Professioni Sanitarie degli Atenei”.

“Non si riesce a comprendere – afferma il segretario Francesco De Simone Sorrentino – che in assenza delle attività formative rese dai Policlinici la sanità pubblica, ma anche quella privata, non disporrebbe di professionisti da reclutare per far fronte alle esigenze assistenziali del SSN e nella fattispecie di quelle della Regione Campania. È a rischio – aggiunge – non solo la continuità assistenziale dei nosocomi di formazione napoletani ma anche la tenuta delle rispettive scuole di Medicina a cui potrebbe mancare il supporto assistenziale necessario a qualificare l’attività didattica e di ricerca”. La Cisl Università chiede che la Regione Campania “rimuova subito i vincoli imposti alle Aziende ospedaliere universitarie che limitano il turn over al 25 per cento e che consenta il reclutamento di tutto il personale occorrente per garantire i LEA e il supporto alle attività formative”.

“Le Aziende – prosegue De Simone Sorrentino – concertino la programmazione con gli Atenei Federico II e Vanvitelli e si riveda l’organizzazione del lavoro in modo da alleviare i turni di servizio non più sostenibili del personale e si consenta di creare opportunità di stabilizzazione per il personale che vive una odiosa condizione di precarietà da anni e infine si riattivino le relazioni sindacali per superare anche le tante criticità derivanti da una mancata o parziale applicazione dei contratti di lavoro”.

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