NAPOLI, SABATO 13 IL “7 NOVEMBRE” RIUNISCE IL “FRONTE ANTICAPITALISTA” E SFIDA CONFINDUSTRIA

Sabato 13 novembre a Napoli, alle 14 da Piazza Garibaldi, ci sarà una manifestazione nazionale in solidarietà al Movimento di Lotta – Disoccupati “7 Novembre” che da mesi riceve diverse denunce per i bocchi stradali e altre iniziative. Nonostante il divieto dei cortei nei centri cittadini la mobilitazione resta confermata e gli attivisti promettono: “il corteo si farà”. Si prevede un sabato pomeriggio ad alta tensione.

In città sono attesi tantissimi lavoratori e lavoratrici di altre città: “realtà di lotta e solidali per rispondere insieme al clima repressivo che avanza, per rivendicare la garanzia di un salario per chi è licenziato o disoccupati, per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, per un piano straordinario dei lavori di pubblica utilità, per dire che le nostre vite valgono più dei loro profitti”.

Il 7 novembre, inoltre, risponde a Confidustria e lancia la sua sfida al presidente Bonomi che ai sindacati confederali aveva detto che “non serve evocare lo spettro della lotta di classe tra schiavi e padroni”.  In ogni iniziativa i disoccupati si sono messi in rete con i lavoratori de Si Cobas, della Whirlpool come del collettivo Gkn di Firenze.

La risposta del Movimento e di tutto quel fronte che ha scioperato a ottobre con l’unità delle sigle sindacai di base non si è fatto attendere. “Abbiamo da subito puntato il dito contro l’uso anti-proletario da parte dei padroni, delle banche, del governo, dello stato della crisi sanitaria da Covid-19 e le cause di quest’ultima profondamente legate al modo di produzione capitalistico. La crisi pandemica e la gestione dell’emergenza sanitaria hanno palesato, una volta di più, le priorità del sistema di sfruttamento capitalistico. Il governo italiano ha subordinato la salute e la sicurezza agli interessi del profitto e del mercato sin dall’inizio della diffusione del Covid 19 obbedendo servilmente ai diktat di Confindustria.

I risultati di questa gestione criminale sono sotto gli occhi di tutte e tutti: le 132 mila vittime che ad oggi si contano in Italia sono il risultato della totale inadeguatezza e del carattere caotico delle misure sanitarie di contenimento dei contagi in un paese con un sistema sanitario pubblico devastato da decennali politiche di privatizzazioni e tagli degli investimenti, del personale lavorativo e dei servizi socio-sanitari sul territorio”, scrive in una nota il Movimento 7 novembre.

“In questo paese si muore, come Adil, schiacciato da un camion durante uno sciopero nazionale della logistica – prosegue la nota – si accetta la mafia più o meno legalizzati come nel settore tessile a Prato o nelle campagne dello sfruttamento e del caporalato, si ammazzano decine di detenuti come nel caso di Santa Maria Capua Vetere, si muore stritolati come Luana D’Orazio per quale euro in più, si inquinano e devastano terre, mari, montagne in nome del profitto. Si licenzia con un whatsapp perché una multinazionale vale più della vita di centinaia di operai e sicuramente più della promessa di qualche Ministro della Repubblica Italiana e mal riposta speranza da parte degli stessi operai. In questo paese si lavora per salari da fame, si lavora per essere comunque poveri, si fatica a garantire cure mediche, servizi scolastici, mobilita e trasporti dignitosi ed accessibili per i proletari”.

Nel frattempo il programma di chi governa e chi detiene la ricchezza produttiva “è accelerare la ristrutturazione capitalistica tramite il peggioramento ulteriore delle condizioni di vita e di lavoro, facendo pagare la crisi con l’aumento di bollette, carovita, beni di prima necessità, abbassamenti dei salari ed aumento dello sfruttamento dentro e fuori i luoghi di lavoro”.

Non è un caso, secondo il movimento dei disoccupati, che “tutti i giornali aprono contro il Reddito di cittadinanza mentre nessuno parla del danno stimato a seguito delle ispezioni a 142.000 aziende di cui 99 mila irregolari: circa 1 miliardo 270 milioni di euro”.

E’ in questo contesto che l’indicazione del Movimento 7 Novembre in piazza tutti i giorni va ben oltre la propria vertenza e ben oltre Napoli: “per un piano straordinario del lavoro che serve, utile e necessario alle nostre vite, per la garanzia del salario contro licenziamenti e disoccupazione, contro l’utilizzo repressivo e politico della crisi sanitaria, per garantire cure gratuite a tutte e tutti, per la messa in sicurezza dei territori, per un piano straordinario per il riassetto idrogeologico, per le bonifiche dei territori, la riqualificazione delle periferie, la raccolta differenziata porta a porta, per la lotta a roghi e sversamenti illeciti, per il potenziamento dei servizi sanitari territoriali, per garantire servizi sociali a tutte e tutti, per superare un approccio emergenziale contro smottamenti del terreno, inquinamento da polveri sottili, alluvioni e frane”.

Sabato in città confluirà tutto il movimento che si riunisce in un fronte anticapitalista della crisi pronto a surriscaldare questo secondo autunno di pandemia.

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