DIVIETI E DIRITTI: IL 13 NOVEMBRE IN PIAZZA GARIBALDI A NAPOLI C’È UN GROSSO PROBLEMA

G. M. – Napoli è sempre crocevia di esperimenti e laboratori. Domani 13 novembre ci sarà una manifestazione nazionale che non ha nulla a che vedere con no vax e green pass proprio all’indomani della circolare del Ministero dell’Interno: solo piazze statiche, niente cortei.

Questo divieto arriva dopo i cortei no vax a Trieste che ha determinato un picco di contagi in città ma c’è un particolare di non poco conto: riguarda qualsiasi manifestazione. A questo punto il tema è importante tra salvaguardia della salute pubblica e diritto costituzionale a manifestare per i cittadini.

Alle 14 in piazza Garibaldi arriveranno da tutta Italia disoccupati, precari, lavoratori in lotta, studenti e attivisti che provengono dall’area del sindacalismo di base e dei centri sociali.

A chiamare questa mobilitazione è stato il Movimento di lotta Disoccupati 7 novembre dopo l’ondata di misure giudiziarie ai propri danni fino all’accusa di “associazione a delinquere”. Il 7 novembre siede al tavolo interistituzionale convocato dal Ministro del Lavoro Andrea Orlando con gli enti locali e che sarà anche al Mise con la sottosegretaria Todde. Insomma, qui non si parla di neofascisti o sprovveduti in cerca di gloria attraverso complotti e tesi anti-scientifiche ma movimenti che, al di là del posizionamento politico radicale e antagonista, portano avanti piattaforme e vertenze sul lavoro e per i lavoratori.

Oggi in una conferenza stampa davanti la Rai hanno ribadito che non ci pensano minimamente a tenere un presidio statico: “il nostro obiettivo è garantire il corteo e l’agibilità dei disoccupati, lavoratori, precari di poter manifestare contro la repressione, l’ulteriore stretta repressiva usando la crisi sanitariae le politiche del Governo Draghi. La Questura di Napoli ha indicato un presidio statico a Piazza Garibaldi o Piazza Plebiscito a seguito della circolare del Ministero degli Interni sul divieto di cortei il fine settimana nei centricittadini. Il movimento ha deciso di organizzarsi per garantire che il corteo si faccia: chiariamo a tutte e tutti che l’obiettivo quindi della giornata è una manifestazione partecipata, ampia e che veda gliinterventi di lavoratori e lavoratrici, disoccupati e disoccupate, precari e studenti, realtà di lotta”.

Insomma, la manifestazione si muoverà e non sarà ferma: “noi vogliamo partire da Piazza Garibaldi ed arrivare a Piazza Plebiscito. E lo faremo. Il nostro movimento è in piazza tutti i giorni e l’importanza di questa mobilitazione per noi nel rompere l’isolamento e dare visibilità ed allargare la solidarietà attorno alle ragioni della nostra lotta. Il corteo aprirà con un chiaro riferimento all’indaginedi ‘Associazione a Delinquere’ che coinvolgerebbe alcuni nostri portavoce a seguito di un clima repressivo che conta decine e decinedi processi, multe, denunce”.

Il movimento spiega anche come si comporrà il serpentone che da piazza Garibaldi si mette in cammino: “dopo l’apertura dei disoccupati, il corteo in ordine sarà composto dai lavoratori e lavoratrici solidali, i movimenti di lotta per la casa, studenti ed a seguire le organizzazioni politiche solidali cheverranno a sostenere la manifestazione. Non possiamo accettare divieti da un Governo che garantisce i profitti della loro economia non di certo la salute delle classi popolari seguendo i diktat di Confindustria ed utilizza lo stato d’emergenza per portare avanti un altro attacco al diritto di manifestare ed al diritto di sciopero”.

Ora resta da capire quale sarà la risposta delle forze dell’ordine, della Questura e dello stesso ministero: l’auspicio è che Napoli non sia teatro di “sperimentazioni” repressiva come in quel 17 marzo 2001 in piazza Municipio.

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