TORRE ANNUNZIATA, SCACCO AI CLAN GIONTA E “IV SISTEMA”: ESULTA COMITATO LIBERAZIONE DA CAMORRA

I carabinieri del gruppo di Torre Annunziata hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli, su richiesta della direzione distrettuale Antimafia, nei confronti di 19 persone. Sono gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso, porto e detenzione di armi da sparo. Gli indagati sono tutti appartenenti ai clan camorristici Gionta e IV sistema che si contengono il controllo del territorio di Torre Annunziata.

Il provvedimento è stato emesso in seguito a una articolata attività d’indagine coordinata dalla Dda di Napoli e condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata, da maggio 2020 a luglio 2021, avviata all’indomani del tentato omicidio di Giuseppe Carpentieri ritenuto elemento di spicco del clan e genero del capo del sodalizio detenuto Valentino Gionta, anche lui colpito dal provvedimento. Valentino Gionta è ritenuto ancora al vertice dell’organizzazione, avvalendosi della collaborazione dei familiari più stretti, tra cui la figlia Teresa, lo stesso Carpentieri e l’omonimo nipote Valentino Gionta (classe 1983).

A finire in carcere elementi apicali del clan Gionta (detto anche dei Valentini): accertata la capacità di controllo del territorio mediante l’intimidazione mafiosa, l’opprimente rete estorsiva ai danni di attività economiche locali e la capacità di fronteggiare militarmente le fazioni contrapposte, grazie alla disponibilità di armi ed esplosivi. Ed è proprio nello scontro armato tra i clan che è maturato l’agguato a Carpentieri, avvenuto il 6 maggio 2020, per la cui esecuzione risultano raggiunti da gravi indizi di colpevolezza i fratelli Pasquale e Luca Cherillo, entrambi allo stato detenuti, ritenuti promotori del neo-costituito clan IV sistema con base nel quartiere popolare del Parco Penniniello. I due erano mossi da sentimenti di vendetta per l’omicidio del loro nonno Natale Scarpa, consumato il 14 giugno 2006 in un agguato eseguito da sicari del clan Gionta.

“Oggi è nu juorn bbuon. Il nostro grido è stato accolto dallo Stato. L’arresto di esponenti del clan Gionta e del Quarto Sistema rappresenta un segnale di speranza per la Torre Annunziata onesta. Un ringraziamento lo rivolgiamo alla magistratura e alle forze dell’ordine che con azioni concrete e visibili quotidianamente sono impegnate sui territori per liberarli dalla cappa asfissiante del potere criminale. La lotta alle camorre deve coinvolgere tutti: istituzioni e società civile. Siamo certi che insieme si può vincere, si deve vincere. È una battaglia lunga e non riguarda solo il versante militare-criminale ma comprende anche un’ampia zona grigia dove interessi diversi si saldano. Occorre scardinare le connivenze tra una certa imprenditoria, politica e mondo delle professioni solo così Torre Annunziata potrà davvero voltare pagina”.

Lo afferma in una nota il Comitato di liberazione dalla camorra di Torre Annunziata che aggrega associazioni, parrocchie, enti, sindacati, rappresentanti istituzionali, cittadini.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.