NAPOLI, NUOVA UDIENZA PROCESSO AI DISOCCUPATI PER SCONTRI A EVENTO PD: “NON CI FERMEREMO”

Oggi nuova udienza a Napoli per 8 disoccupati del Movimento 7 novembre. Il processo è quello relativo ai fatti del 29 aprile 2019 all’esterno del Teatro Sannazaro, durante una kermesse elettorale per le Europee, l’ex segretario del PD, Zingaretti apriva il dibattito intitolato “Europa e Lavoro”.

I reati contestati sono violenza, oltraggio, resistenza, manifestazione non autorizzata, concorso di persone.

Il Movimento respinge le accuse e rilancia sull’azione repressiva a carico di portavoce e attivisti: “diversi disoccupati all’esterno del Teatro chiedevano di essere ascoltati – scrive in una nota il 7 novembre – e contestavano la passerella elettorale dedicata al ‘Lavoro’ mentre tanti degli esponenti politici ed istituzionali presenti all’iniziativa non ascoltavano quotidianamente le rivendicazioni, richieste e vertenze dei disoccupati. Ne scaturirono violenti scontri da parte delle forze dell’ordine, ricordiamo tutti le teste aperte dei disoccupati finiti anche in ospedale. Scontri ai quali tentammo di resistere per autodifendere il presidio”.

“Tanti sono oramai i processi che ci vedono imputati – denunciano i disoccupati – multe, denunce ma è chiaro che il nostro movimento non si fermerà fino a quando non ci saranno risposte concrete per l’inserimento alla formazione ed al lavoro per i disoccupati/e che in questi anni hanno dimostrato la loro volontà a soddisfare l’esigenza di un salario garantito con quella di risolvere alcune emergenza e bisogni sociali della città”.

Il Movimento però rilancia e dal prossimo Lunedì per la riconvocazione del Tavolo Interistituzionale che nei primi di Dicembre si sarebbe dovuto riconvocare sua base delle progettazioni discusse con il Ministero, la Prefettura, il Comune di Napoli coinvolgendo la Regione Campania.

Infine annunciano che “sabato saremo in delegazione a Perugia, a sostegno del Movimento di Lotta Disoccupati/e Perugia e della loro manifestazione contro carovita e disoccupazione, perché la nostra lotta è la lotta di tutti e solo unendoci in un fronte di classe unitario possiamo strappare migliori condizioni di vita nella prospettiva di un altro sistema che garantisca davvero una vita dignitosa”.

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