NAPOLI, OK ALLA DELIBERA SUI RIFIUTI: A PONTICELLI IL PRIMO IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO

L’Amministrazione targata Manfredi firma la prima delibera sui rifiuti sulle orme di de Magistris: impianto di compostaggio a Ponticelli.  Ieri nel consiglio comunale l’assessore all’Ambiente, Paolo Mancuso, ha illustrato il provvedimento spiegando che si inserisce nell’ambito della strategia di riduzione dei rifiuti definita dalla Regione Campania, che prevede per la città di Napoli la realizzazione di tre impianti complessivi.

La precedente Amministrazione individuò Ponticelli come area per il primo impianto, su una proprietà della Regione ceduta in comodato d’uso al Comune. “La delibera è corredata di tutte le autorizzazioni necessarie rilasciate dagli enti competenti e dei dati progettuali dell’impianto, con l’indicazione delle caratteristiche, tra le quali le fasi di lavorazione del rifiuto, che si svolgono tutte all’interno e sotto controllo costante. Si comprendono i timori dei cittadini rispetto a questi temi, anche alla luce della grave emergenza che ha colpito la città negli anni passati, ma questo conferma che la scelta non può che essere quella della presa in carico del rifiuto e della gestione industriale dell’azienda partecipata. Il costo del progetto, inoltre, è aumentato del 30 per cento, e per questo occorrerà approvare una successiva variazione di bilancio. Si tratta – ha ricordato Mancuso – solo del primo dei tre impianti di cui la città dovrà dotarsi. Solo in questo modo si potrà evitare che la Regione continui a pagare multe milionarie all’Unione Europea per il divieto di trasportare rifiuti fuori dal territorio in cui sono prodotti”.

Se nella maggioranza di sinistra arrivano tutti voti favorevoli, in totale saranno 28, è a destra che arriva l’opposizione a questo provvedimento e non mancano mal di pancia nel Pd con due storici esponenti dem di Napoli Est come il capogruppo Aniello Esposito e il deluchiano Massimo Cilenti che ha lamentato come “tutti i problemi della città si vogliono risolvere sempre nella stessa parte della città, dove 120mila abitanti si sentono ormai fuori da ogni consesso democratico. Il sito di compostaggio va certamente fatto, ma ridando dignità a quel territorio”.

Aniello Esposito ha parlato di una delibera ereditata dalla precedente Amministrazione, che ha voluto individuare Ponticelli “come luogo di installazione di questo impianto”. 2Non si tratta di essere contrari a questo tipo di impianti né di voler rischiare di perdere finanziamenti. Si tratta piuttosto di una critica a una scelta che ricade su un territorio sempre mortificato dalle scelte delle Amministrazioni che lì hanno collocato insediamenti con forte impatto sul territorio e sulla qualità della vita della popolazione. Va benissimo realizzare tre impianti di compostaggio e garantire alla città la sua autonomia in materia di trattamento dell’umido, ma le decisioni vanno condivise con la città”. 

Anche la Napoli “verde” e “solidale” non batte ciglio e vota convinta questa delibera che aveva già approvato quando i suoi esponenti erano “arancioni” prima del salto della quaglia con Manfredi.

Queste posizioni interne, ovviamente, non hanno pregiudicato il voto a favore che invece non è arrivato da Maresca e alleati.

Per Maresca “non si tratta solo della ratifica di una delibera della precedente amministrazione, ma di una precisa scelta politica, una scelta da fare in corso d’opera, sulla quale non si può decidere sommariamente e della quale bisogna assumersi tutte le responsabilità”.

“Ci sono infatti molti dubbi su questo documento – tuona il magistrato – un parere negativo della soprintendenza, una modifica del Piano Regolatore. Stiamo approvando una cosa che non si può fare, ha continuato, e non è vero ciò che si dice, che dobbiamo fare per forza qualcosa a un giorno dalla scadenza perché altrimenti si perdono i fondi. Intanto quei fondi non basteranno, ha precisato, e poi il piano di fattibilità tecnica ed economica del sito è stato fatto da Asìa, la stessa società il cui management molti della stessa maggioranza intendono riformare. Oltre alle perplessità tecniche, ci sono i dubbi politici anche in quei gruppi politici che, in campagna elettorale, proprio da Napoli Est hanno promesso di ripartire. Ha concluso dicendo di aspettare la replica dell’assessore per decidere sul voto, ma in ogni caso serve da subito un chiaro impegno politico su come si intende proseguire”.

 A conclusione del dibattito, l’assessore Mancuso ha replicato affrontando l’insieme delle obiezioni avanzate. “Non possiamo negarci la possibilità di questo impianto – ha dichiarato – e di ridurre l’ammontare della multa che l’Europa ci commina. Si è poi soffermato sul parere della Soprintendenza, ha chiarito alcuni aspetti normativi, ha specificato che non ci sono irregolarità nella Variante al Piano, ha illustrato le caratteristiche tecniche del progetto che garantisce la salubrità. Si continuerà a discutere dell’argomento in commissione, ha concluso, ma l’area, oggi profondamente degradata, non potrà che trarre vantaggio dalla creazione del Sito e l’intera città dall’affermarsi di un modello diverso di cultura dell’economia circolare”.

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