IMPIANTO RIFIUTI A NAPOLI EST, L’APPELLO DI OFFICINA 99: “CREARE COMITATI DI ZONA PER OPPORCI”

Impianto di rifiuti a Napoli Est: il 20 dicembre si terrà il consiglio della Sesta municipalità con la presenza dell’assessore comunale all’ambiente Paolo Mancuso. Ad annunciare l’appuntamento con la relativa possibilità di seguirlo in diretta streaming è il consigliere bassoliniano del parlamentino Patrizio Gragnano che ha annunciato subito la sua opposizione all’impianto.

La tensione, però, cresce e ora ad annunciare battaglia è lo storico centro sociale Officina 99 di Gianturco.  “Come abitanti della periferia orientale di Napoli – scrive in una lunga nota il centro sociale – non possiamo non essere a conoscenza delle problematiche ambientali e di salute che affligono il nostro territorio. Napoli est, per legge statale, è qualificata come un SIN, sito di interesse nazionale, in ragione dei livelli di inquinamento

del sottosuolo che si sono prodotti nei decenni tramite attività industriali che mai hanno badato alla tutela del territorio. Una qualità dell’aria di infimo livello, che viola i limiti stabiliti dall’OMS per 365 giorni l’anno; falde acquifere sotterranee costrette ad accogliere inquinanti di ogni tipo che inevitabilmente finiscono con il riversarsi in mare, negando, di conseguenza, alla collettività una risorsa naturale di primaria importanza; la costante assenza di  piani regolatori che possano tener conto delle esigenze vitali della popolazione, pianificazioni urbanistiche plasmate solo sui peggiori interessi economici nell’ambito di  una continua e criminale commistione tra imprenditoria ed istituzioni, municipali, comunali o regionali che siano”.

Poi l’accusa contro la nuova Amministrazione guidata da Manfredi: “l’appena insediata giunta comunale napoletana, con il completo assenso delle municipalità interessate (la IV e la VI), e dietro istigazione regionale, ha deciso a larga maggioranza di proseguire nel percorso che porterà alla costruzione di un ulteriore ecomostro, il digestore anaerobico per la produzione di gas e metano. 44000 tonnellate annue di frazione umida di scarsa qualità confluiranno in un unico sito, innescando una serie di problematiche difficilmente contrastabili. Traffico veicolare per l’accesso dei camion; deposito continuo di frazione umida (in quale modalità non è dato sapere); scarti di produzione (digestato) la cui destinazione permane ignota; emissioni maleodoranti che caratterizzeranno la qualità dell’ aria per i prossimi decenni; rischi esplosivi collegati alla natura stessa dell’ impianto (collocato in maniera geniale/criminale al confine di una zona rossa per rischio vulcanico, in prossimità di oleodotti e silos di idrocarburi e gnl)”.

Per Officina 99 “le istituzioni hanno cancellato completamente ogni prospettiva di bonifica e messa in sicurezza del territorio, Napoli est è stata e continuerà ad essere la pattumiera del peggior capitalismo napoletano. Questi attori di serie B vogliono decidere il futuro di un’intera popolazione senza neanche scomodarsi ad informarla, facendola ritrovare davanti ad un nuovo incubo a cose fatte”.

Infine l’appello alla mobilitazione per tutti i cittadini che vivono a cavallo delle due municipalità, quarta e sesta: “contrastare tutto ciò non sarà samplice e richiederà il protagonismo di tutte/i coloro che vivono questo territorio; un protagonismo che sappia ribaltare gli attuali rapporti di forza in senso più favorevole agli interessi di chi questo pezzo di città lo considera terra da difendere. Creare comitati di zona che sappiano informare, far partecipare e opporsi a tali pianificazioni è l’unica ed ultima strada rimasta”.

Vedremo quale sarà la risposta degli abitanti di Napoli orientale dopo anni di promesse e battaglie infrante alla vigilia di ogni campagna elettorale che hanno minato, spesso, l’unità dei comitati sui temi ambientali.

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