NAPOLI, PARENTOPOLI ASIA: I DISOCCUPATI IN PIAZZA AL GRIDO “NON ABBIAMO SANTI IN PARADISO”

“Non abbiamo santi in paradiso”. Con questo slogan il Movimento di lotta 7 novembre scende in piazza Municipio domani alle 16.30 per prendere parola sul caso parentopoli in Asìa. La vicenda fu portata alla luce con una prima denuncia proprio dai disoccupati che il I aprile manifestarono davanti la sede dell’azienda di igiene urbana del Comune in via Ponte dei francesi a San Giovanni a Teduccio. Per quella manifestazione alcuni esponenti del Movimento furono raggiunti da sanzioni e denunce.

“Come funziona, per esempio, il sistema di reclutamento nelle aziende pubbliche tramite le agenzie private di collocamento e interinali? In questo meccanismo è difficile fare in modo che i sindacati aziendali e territoriali indichino il numero di persone da assorbire? Viene individuata l’agenzia per concordare l’operazione e diffondere un formale bando di ricerca della manodopera senza ‘eccessiva pubblicità’ in modo che si presentino le ‘selezioni farsa’ anche galoppini e parenti dei politici e sindacalisti per consegnare i curriculum e la relativa documentazione”. Questa è la ricostruzione e la denuncia che il 7 novembre.

“Dopo tre o quattro proroghe dei contratti interinali – continuano i disoccupati – i sindacati puntualmente si ‘mobilitano’ per la stabilizzazione e avallare l’operazione clientelare. Sia chiaro, siamo con i lavoratori e non siamo contro la stabilizzazione dei lavoratori e lavoratrici che per anni hanno lavorato. Tra tanti ci sono lavoratori sfruttati, precari e vittime di questo sistema. La responsabilità è tutta politica e di chi continua ad avallare questo meccanismo. A questo punto è legittimo, giusto e sacrosanto che coloro che non hanno santi in paradiso, in questo caso noi, organizzino un movimento di lotta per rivendicare il lavoro stabile, servizi alla città e salario per campare? Sì”.

“Invece – conclude il Movimento 7 novembre – ci hanno arrestato durante le manifestazioni, denunciato e multato per i blocchi e le proteste proprio mentre rendevano pubbliche queste cose. Quello di cui hanno paura è che ci siamo organizzati come disoccupati: non più singola forza lavoro in fila uno per volta nella giungla del mercato capitalistico ma un esercito di riserva che prende coscienza e si organizza rivendicando formazione e lavoro stabile per progetti socialmente necessari per tutte e tutti”.

Ora il Movimento chiede solo una cosa: bloccare le assunzioni attraverso le agenzie interinali per le partecipate del Comune di Napoli.

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