CASTROVILLARI, ECCELLENZE TERRITORIO: COSA SPIEGANO LE PRESENZE AL RURAL FOOD FESTIVAL

Sostanzialmente un percorso stupendo, tra capacità ed intraprese umane, sulla scorta dei “sentieri del gusto”, quelli improntati dai prodotti tipici, eccellenze identitarie- non poca cosa- che hanno affermato con tanti partecipanti e visitatori entusiasti cosa suscita appartenenza, storia, cultura ancestrale e rurale di un popolo.

Lo si è visto nelle 32 cantine coinvolte e con 25 produttori agricoli, attraverso le visite a questi scrigni d’eccellenza (e ad altri) appartenenti al Territorio, nelle degustazioni, con 9 visite dedicate ai  bambini per conoscere antiche metodiche, imprescindibili, per elaborare manufatti di qualità espressione della tradizione culinaria che si procrastina, attraverso sei laboratori didattici, incontri mirati, per non parlare delle coinvolgenti lezioni in presa diretta impartite da esperti di settore e rivolte al pubblico per far comprendere come armonizzare e cucinare  le squisitezze offerte dalla Terra, o ancora rappresentati nei convivi ed eventi guidati e impreziositi da chef nonché da interpreti appassionati del made nel Pollino che hanno a Cuore di rendere gli uni la Storia “in un piatto”  o altro prodotto e gli altri in tutto ciò è stato ereditato e coniuga l’esistente.

E’ quanto è stata , in sintesi, la quattro giorni del Rural Food Festival, che si è svolta a Castrovillari, grazie ad una idea dell’Amministrazione comunale, finanziata dalla Regione, patrocinata dal Parco, dal Gal, dalla CIA, Coldiretti e sostenuta dalle Condotte Slow food Magna Grecia-Pollino- Valle del Mercure nonché dai contributi di Gas Pollino, Aci di Cosenza, GLF e dalla partecipazione dei Comuni di Frascineto, Civita, Saracena, Morano Calabro e Mormano attraverso genialità e talenti, pure dei centri del comprensorio coinvolti oltre che del posto, con le loro elaborazioni di qualità.

Alla base del progetto – ricordano il Sindaco, Domenico Lo Polito, e l’Assessore al Turismo, Ernesto Bello, che per l’ente ha accompagnato la predisposizione del programma-, la volontà di realizzare luoghi di aggregazione, scambio di saperi e crescita personale attraverso dialogo e trasferimento di conoscenze da parte dell’intera comunità locale e territoriale.

Tutto parte dalla decisione e sviluppo di azioni, in progress, per recuperare i prodotti tipici locali ed i manufatti che li rendono unici, perpetuando caratteristiche ancora tanto ricercate nel turismo new way e, dunque, delle strade cosiddette nuove dell’accoglienza, dove il patrimonio si mescola con tutto per proporsi ed abbracciare le attività.

Da qui la scelta, con le capacità e risorse umane, coinvolte a vario titolo, di valorizzare le essenze agricole a filiera corta provenienti dalle fattorie e dalle aziende presenti, in cammino nei Distretti del Cibo, avviati nel comprensorio.

E’ stata l’occasione per riaffermare, ancora e con un tripudio di menù tra addetti alle elaborazioni- affermano gli amministratori-, la qualità e la salubrità della dieta mediterranea, combinata alle biodiversità del territorio, alla qualità dell’intero agroalimentare e all’unicità degli ambienti naturalistici esistenti che lo rendono e vengono continuamente offerti.

Fattori di eccellenza per il made in Pollino- rilanciano ancora convinti Lo Polito e Bello sottolineando un cammino tutto da sviluppare a più mani – che vogliamo promuovere per accompagnare le intraprese nella ripartenza già in atto, espressione di vera attenzione pure per l’indotto che crea tutto ciò nei confronti della responsabilità sociale da sensibilizzare, sempre più, sull’importanza dell’economia circolare. 

Ecco perché gastronomia e tradizione sono le peculiarità che renderanno questo evento di Zona, con i prodotti tipici della nostra Terra, occasioni per ritrovare il ‘gusto’ di mangiare in compagnia, assaporando appieno una convivialità che aiuta come lo è stato questa esperienza per un viaggio all’insegna del buon cibo e della riscoperta imprescindibile di sapori unici. E’ anche questo il contributo dei Centri montani per la costruzione del bene e della crescita comune.

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