SAN NICOLA DI MELFI, LAVORATRICE INVESTITA DOPO TURNO DI NOTTE. CGIL E FIOM: “BASTA A STRAGE INFINITA”

La Cgil Basilicata e la Fiom Cgil tutta si stringono attorno alla famiglia della lavoratrice investita ieri da un pullman a San Nicola di Melfi dopo aver terminato il turno della notte. Purtroppo la giovane è deceduta all’ospedale San Carlo di Potenza.

“È il momento del dolore, del silenzio e della riflessione. Tuttavia – dichiarano Cgil e Fiom – non si può ribadire con forza che si tratta di una tragedia annunciata, frutto della sordità delle istituzioni di fronte alle continue sollecitazioni dei sindacati per la messa in sicurezza di uno dei più grandi siti industriali del Mezzogiorno. Più volte sono stati chiesti interventi per il ripristino delle condizioni di sicurezza degli attraversamenti pedonali e delle strade di accesso agli stabilimenti, dal manto stradale all’illuminazione, del tutto inadeguata. Ci sono delle responsabilità politiche ben precise che riguardano tutte le classi dirigenti lucane che in questi anni si sono susseguite e che nulla hanno fatto per salvaguardare la vita di lavoratori e lavoratrici. Non si può morire in questo modo. Non si può uscire di casa per fare il proprio dovere a 36 anni – concludono i sindacati – e non farci più ritorno. La politica intervenga in modo definitivo e adeguato. Diciamo basta a questa strage infinita”.

“Il grave incidente nell’area industriale di Melfi, dove un’operaia è stata investita da un pullman dopo aver terminato il turno di notte, è conseguenza e responsabilità diretta della classe dirigente politica della nostra regione che ha lasciato la zona industriale di Melfi nell’abbandono totale, senza infrastrutture e senza il minimo di sicurezza”. È quanto afferma il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa.

“Un deserto di infrastrutture a distanza di quasi 30 anni dal più grande insediamento industriale del Mezzogiorno, con circa 15mila lavoratori che vi operano. È la triste fotografia di cosa è stata ed è la classe dirigente di questo nostro territorio. Non servono dichiarazioni e annunci, ma azioni concrete e immediati investimenti. A chi spetta resta un rebus, tra un consorzio commissariato e Api-Bas ancora nella fase di transizione nella sua nuova missione di gestore delle aree industriali”, aggiunge Summa.

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