NAPOLI, IL MOVIMENTO 7 NOVEMBRE DOPO LE TENSIONI: “NO A NARRAZIONI TOSSICHE”

Il Movimento 7 novembre non ci sta sulla ricostruzione delle tensioni di ieri in via Toledo. In una lunga nota i disoccupati spiegano le loro ragioni: “ieri abbiamo costruito insieme ai lavoratori del Si Cobas Lavoratori Autorganizzati ed ai militanti del Laboratorio Politico Iskra un’ importante iniziativa contro il carovita e la precarietà. Una giornata simbolica in cui, dopo una passeggiata comunicativa a Via Roma per le vie dello shopping, abbiamo ribadito quanto questo Natale non è uguale per tutti/e. C’erano tanti lavoratori di aziende in crisi e disoccupati ed abbiamo consegnato sotto la sede del Governo alcuni ‘pacchi regalo’ con scritto i bisogni dei proletari di questa città”.

Il Movimento espone la sua versione citando le testate giornalistiche che hanno ripreso i momenti delle cariche e delle identificazioni nella strada dello shopping; “siamo arrivati proprio all’ingresso della Prefettura depositando i “pacchi e doni” sui lati del Palazzo quando la polizia ha iniziato ad agitarsi oltre modo perché forse era del tutto non presidiato l’ingresso e con forza hanno chiuso il portone centrale.

D’altronde con l’interlocuzione aperta con il Prefetto di Napoli che sta coordinando il tavolo per la nostra vertenza sarebbe stato del tutto irrazionale da parte nostra, che con sudore abbiamo strappato questo tavolo interistituzionale, pensare di fare altro a seguito tra l’altro di un imponente mobilitazione come quella del 13 Novembre a Napoli.

Le tensioni susseguite ed gli scontri con la polizia sono solo ed esclusivamente responsabilità di chi ha gestito l’ordine pubblico che si è reso responsabile di una situazione pericolosissima che ha messo in rischi seri le tante persone, bambini e famiglie addirittura con carrozzini lungo via Roma ad iniziativa conclusa”.

I disoccupati 7 novembre ribadiscono che hanno iniziato “autonomamente ad allontanarsi dalla Prefettura in maniera del tutto tranquilla così come era stata l’iniziativa fino a quello momento. Ma diversi dirigenti e poliziotti hanno tentato a più riprese di sbarrare la strada, minacciando e chiedendo l’identificazione di tutte le oltre duecento persone presenti in piazza (con dispositivi di sicurezza, mascherine e distanziate). Non potevamo accettare questa repressione, violenza e autoritarismo. Chiedere a tutti di essere identificati per una passeggiata, una corsa fuori la Prefettura e dei pacchi di Natale con i bisogni dei proletari. Abbiamo rispedito al mittente la provocazione ed abbiamo resistito compatti.

Tutta la stampa presente ha potuto dichiarare e confermare quanto successo. Per questo non consentiamo nessun altra narrazione tossica
circa l’iniziativa di che, può piacere o meno può essere denunciata in quanto non annunciata, ma si è svolta in queste modalità”.

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