NAPOLI 2022: OMICIDIO DI CAMORRA, PROIETTILI VAGANTI E BRUCIATE AUTO MUNICIPALE IN PROVINCIA

Cartellone stradale colpito da decine di proiettili a Napoli est dopo la mezzanotte del 31

Agguati di camorra, auto della municipale incendiate, proiettili vaganti. Il territorio cittadino e metropolitano di Napoli inizia l’anno come l’aveva finito: nel far west della criminalità che domina in lungo e in largo quartieri e comuni della provincia. Prima di Natale l’uccisione del pescivendolo a Boscoreale e il fuoco contro il boss di Fuorigrotta in pieno giorno.

Pomigliano: raid contro la municipale

 “Ho chiamato il sindaco di Pomigliano d’Arco Gianluca Del Mastro per esprimere a nome mio e di tutta la Città Metropolitana la massima vicinanza per il vile attentato subito dalla polizia municipale locale. Come Istituzioni siamo in prima linea per combattere ogni forma di aggressione criminale. Per noi la battaglia a favore della legalità nell’intera area metropolitana rappresenta una priorità”. Così il sindaco di Napoli e della Città Metropolitana Gaetano Manfredi.

“Il vile episodio della scorsa notte nel parco auto della polizia locale di Pomigliano d’Arco, con l’incendio di tre autovetture, non frenerà in alcun modo le iniziative di ripristino della legalità che l’amministrazione comunale sta portando avanti. In queste ore sono stata in contatto con l’assessore regionale alla Sicurezza, Mario Morcone, che ha garantito un contributo della Regione Campania per ricomprare al più presto le vetture, e con il Prefetto di Napoli, che ha assicurato un’attenzione massima sul territorio di Pomigliano d’Arco. Al sindaco Gianluca Del Mastro, all’Amministrazione comunale e al corpo della polizia locale, va la mia solidarietà e il mio totale sostegno. In momenti come questi è importante che tutte le istituzioni e le forze buone della città si uniscano e facciano sentire forte la loro voce. Atti come quello di questa notte devono rappresentare per tutti noi uno sprone ad andare avanti con maggiore determinazione”. Così si è espressa Valeria Ciarambino, consigliere regionale M5S.

“Questi camorristucoli da quattro soldi colpiscono proprietà pubbliche, non private – affermano gli Osservatori Civici che hanno portato la loro solidarietà a sindaco e comandante dei vigili urbani di Pomigliano – fidando sulla distrazione delle persone civili colpendo nel mucchio, indistintamente, sperando di farla franca.Dimenticano che le istituzioni sono di tutti noi, tutti siamo coinvolti poiché i beni pubblici sono beni comuni, di proprietà condivisa, sui quali tutti vigiliamo perché tutti contribuiamo al loro acquisto ed alla loro gestione e manutenzione, con le nostre tasse”.

“Le istituzioni si stringono intorno a chi viene colpito – continua la nota – indipendentemente dal colore di chi è stato mandato a rappresentare la cittadinanza perché, terminata la competizione elettorale, l’istituzione rappresenta tutte le componenti è, come dice il nome, ‘istituzione, super partes’. L’attentato ha avuto un unico effetto: rafforzare la convinzione degli attori del luogo colpito, far stringere attorno alle vittime tutte le istituzioni delegate al territorio e, siamo convinti anche le nazionali.Si è già provveduto, da parte di alcuni comuni, a reintegrare, con un comodato fino all’arrivo dei nuovi veicoli, del parco macchine distrutto. Il ripristino delle parti colpite avverrà a breve – concludono gli Osservatori Civici – in fin dei conti ‘costoro’ avranno danneggiato ben poco”

A Fuorigrotta la nuova faida dei clan

Per il senatore Sandro Ruotolo “comincia nel modo peggiore il 2022: a Pomigliano d’Arco con un raid mirato sono state date alle fiamme tre auto della polizia municipale e tra loro c’era anche un Mercedes confiscato a un boss e donato dalla Procura antimafia di Napoli al Comando della polizia locale mentre a Napoli, approfittando sempre del baccano dei festeggiamenti dell’anno nuovo, i killer sono entrati in azione a Fuorigrotta, quartiere dell’area Occidentale della città ed hanno ucciso Salvatore Capone, di 42 anni, esponente di un clan collegato con l’Alleanza di Secondigliano. Se a Pomigliano d’Arco l’azione della polizia locale ha acquistato slancio e forza con operazioni importanti come la lotta all’abusivismo edilizio ‘legale’ divenendo essa stessa obiettivo, a Fuorigrotta l’iniziale effervescenza tra clan si è trasformata in una faida che minaccia da vicino l’intera città di Napoli. A distanza di poche settimane a Fuorigrotta, la camorra ha lasciato sul selciato due morti e un ferito grave. Non si fermano gli agguati, le stese e gli attentati. Tra pochi giorni arriveranno in città la ministra degli interni e il ministro dell’istruzione. È un segnale importante di attenzione da parte del governo. Abbiamo bisogno di costruire risposte in tempi brevi, medi e lunghi”.

Intanto le immagini postate sui social mostrano in diverse zone l’uso delle armi da fuoco alla mezzanotte del 31 si è diffuso dalla periferia al centro storico dove alle 21 un 40enne srilankese è andato al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini con una ferita da colpo d’arma da fuoco sulla parte sinistra del petto.

L’uomo, cosciente e non in pericolo di vita, ha riferito al personale sanitario che, poco prima, dopo essere uscito dalla propria abitazione che si trova nel quartiere Montecalvario per fumare una sigaretta, ha sentito un forte rumore e avvertito una sensazione di bruciore al petto. La ferita sembra provocata da un proiettile vagante in ricaduta al suolo.

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