RIFIUTI, IL BUSINESS INFINITO IN CAMPANIA: “DOPO INCHIESTA CASERTA NON SI VEDE CAMBIO DI ROTTA”

Campania, ancora business rifiuti dopo l’inchiesta di Caserta sulle 44 gare di appalto. A distanza di due settimane interviene l’associazione antimafia Antonino Caponnetto che ritiene improrogabile “una approfondita indagine atta ad eliminare, in via definitiva, ogni collusione tra delinquenza organizzata, imprenditori privati collusi, politici e dirigenti pubblici corrotti”.

“Pur essendo tutti a conoscenza che il settore dei rifiuti è uno dei pochi che non conosce crisi – continua l’associazione che porta il nome del giudice del pool antimafia di Palermo – e dove è possibile lucrare facilmente, a danno della salute e delle casse pubbliche, non si intravede alcun cambiamento di rotta. Sempre per volontà politica, le gestioni dei vecchi consorzi di bacino, (confluiti nel C.U.B., Consorzio Unico di Bacino), sono state caratterizzate da una forte tensione finanziaria, dovuta al mancato pagamento da parte dei Comuni (soci costituenti dei consorzi stessi) delle quote di servizio, dai contratti di servizio stipulati sottocosto, e dal forte indebitamento dell’ex gestione commissariale, nei confronti degli stessi. I consorzi di bacino, alla data del loro scioglimento, presentavano situazioni di dissesto economico determinato da un flusso di spese fisse incontrollato (personale, mezzi, fornitori e prestatori di servizi), con inevitabili ripercussioni nella gestione del personale e nella qualità del servizio di raccolta reso”.

L’associazione elenca i punti di uno scenario erariale “censurabile di instabilità e confusione: i  Consorzi in liquidazione, oggi il CUB, afflitto da difficoltà finanziarie, retto solo da stanziamenti milionari della Regione Campania, non procede alla definitiva liquidazione, principalmente a causa della mancata ricollocazione del personale dipendente; oggi ufficialmente impegnato in attività di pubblica utilità, ma di fatto gravemente sottoutilizzato; gran parte del patrimonio di mezzi e impianti, è in stato di abbandono, mentre sono ancora presenti all’interno del CUB gran parte dei dipendenti e dirigenti collusi, che continuano a percepire prebende e stipendi pubblici”.

Allo stato, dovrebbero subentrare gli A.T.O. (Ambiti Territoriali Ottimali), in numero di 7, da cui dipendono 35 sistemi territoriali operativi (S.T.O.), “ma il programma è ancora in itinere e sempre gli stessi politicanti continueranno a sfruttare a proprio uso e consumo i soldi pubblici attraverso funzionari e ditte compiacenti. E questo non può essere ulteriormente tollerato né dalla politica voglia definirsi minimamente sana, né dalla magistratura”.

“Lo abbiamo detto più volte e lo ribadiamo: in casi come questo il silenzio e il girare la testa dall’altra parte si configurano come connivenza”, conclude l’associazione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.