NAPOLI, AL SANNAZARO DAL 14 AL 16 GENNAIO IN SCENA “CICCIONI” DELLA COMPAGNIA “TEATRI DI CARTA”

Da venerdì 14 a domenica 16 gennaio (venerdì e sabato ore 21.00 – domenica ore 18.00) al teatro Sannazaro va in scena Ciccioni di Francesco Campanile che firma anche la regia. In scena ci sono Marco Barbarisi, Giorgia Iolanda Barsotti, Nicola Tartarone, Letizia Titta Tassi.

Roberto ha un problema: non ha una famiglia normale. La natura gli ha dato dei figli sbagliati, non giusti, non come quelli dei suoi colleghi. Ha passato tutta la vita a sognare una famiglia perfetta, scegliendo per moglie la reginetta del concorso di bellezza, e a immaginare dei figli così belli che li avrebbero messi sulla scatola delle barrette Kinder, che quando si ritrova tra le braccia Lara e Giosuè, grassi fin dalla nascita, ha la conferma che la vita si è accanita contro di lui.

Per Roberto, infatti, la misura dei nostri corpi stabilisce quella delle nostre vite; è una verità talmente ovvia che non c’è bisogno di spiegarla. E la misura dei suoi figli è decisamente troppo ingombrante per lui, proprio come quella di Isabella, sua moglie, che è scesa dalla passerella di Miss Italia un chilo alla volta. Come fargli capire che la vita per quelli come loro va addentata a piccoli morsi, sbocconcellando pezzi di serenità rubati qua e là, quando tutto va bene?

Lara vuole diventare una ballerina e ha le gambe forti come i suoi sogni, che la fanno volteggiare leggerissima fin sopra le nuvole. Giosuè ama starsene chiuso in bagno per ore, perché solo lì riesce a sentirsi libero e può sbocciare con l’esuberanza di tutti gli adolescenti. Non basta che siano già sotto gli occhi di tutti e che li abbiano soprannominati la famiglia C, C grande, non piccola, C come ciccioni? Altro che tutù, altro che sogni: per Giosuè ci vogliono dei guantoni da boxe per crescere e imparare a colpire forte, perché per suo padre nella vita vinci se sei il pesce grande che mangia il pesce piccolo, e per Lara una divisa da cassiera del Mc Donald, per mettere la testa a posto. Per il corpo, pazienza. E Isabella? Lei sognava un amore che fosse dolce come il cioccolato e invece si è ritrovata incastrata in un matrimonio in cui, se lasci la cena nel piatto, al massimo vinci un po’ di sesso con tuo marito. Ordine e moderazione, ecco cosa ci vuole e Roberto è pronto a tutto pur di ottenerli. Ma sarà così semplice? A cosa siamo disposti a rinunciare per essere veramente noi stessi?

La Compagnia Teatri di Carta prosegue la sua ricerca artistica con un lavoro che esplora le possibilità espressive e performative di corpi grassi, spingendoli oltre il limite di ciò che sembra comunemente possibile. Lo spettacolo nasce dal desiderio di esplorare una geografia del corpo diversa da quella comunemente accettata ma ugualmente degna di essere raccontata, e lo fa attraverso la storia di una famiglia che ha il suono di un carillon e il ritmo vorticoso di una ballerina che gira, tra amarezza e ironia.

La compagnia

Teatri di Carta è una compagnia di produzione, ricerca e formazione teatrale nata a Napoli nel 2016 dall’incontro artistico tra Francesco Campanile, regista e attore, e Tiziana Tesauro, autrice e sociologa. La Compagnia si dedica sin da subito alla creazione di spettacoli per le nuove generazioni debuttando con Io sono Malala, progetto ispirato alla storia della giovane attivista Premio Nobel per la pace Malala Yousafzai, a cui seguono Storia di una ladra di libri, Purgatorio/studio di una danza col peccato e Schnell.

La Compagnia dà vita alla rassegna di teatro per le nuove generazioni Trame di Futuro, che coinvolge numerosi istituti scolastici in Campania, Calabria e Puglia. A novembre 2019 presenta lo spettacolo Dorian Gray. Il ritratto, dall’omonimo romanzo di Oscar Wilde, e a luglio 2020 presenta al Napoli Teatro Festival Le Genoveffe. Una favola amara, scrittura scenica inedita ispirata alla favola di Cenerentola. La Compagnia si dedica anche alla formazione e alla ricerca con progetti di teatro sociale, proponendo percorsi dedicati a temi come la violenza e la discriminazione di genere, il precariato, l’immigrazione e l’invecchiamento, da cui sono nati gli spettacoli Voci dal sottosuolo, La bella Rosaspina innamorata, Precarie, Mare nostrum e Una vita.

Realizza progetti di teatro per l’infanzia nell’intento di attivare processi trasformativi e creativi nei bambini, attraverso percorsi laboratoriali atti a sviluppare la consapevolezza dei propri mezzi espressivi, la riflessività e la capacità di ri-conoscere le proprie emozioni.

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