DOPO IL TAR RIAPRONO LE SCUOLE IN CAMPANIA: “DE LUCA VOLEVA MASCHERARE LE INEFFICIENZE”

Le scuole riaprono dopo la decisione del Tar. De Luca sconfitto, Mario Draghi rivendica il punto: “non ha senso chiudere le scuole se tutto resta aperto”. Il ritorno, però, non è privo di dolori. Manca almeno il 10% del personale docente e a Napoli si ricomincia senza refezione che tornerà solo il 17 gennaio. Intanto le tensioni sorgono tra gli studenti medi che già ieri in città hanno effettuato blocchi e sit-in chiedendo un rientro in sicurezza contro i contagi che avanzano senza freni.

Le reazioni

«Esiste, dunque, un giudice a Berlino, direbbe Bertold Brecht. Giustizia è fatta. Il TAR Campania, come era agevole attendersi, ha smontato pezzo pezzo l’ordinanza di De Luca, ricordandogli che anche un “nobile potente” può soccombere di fronte ad un “mugnaio”, quando sono in gioco i diritti delle persone».

Così in una nota Catello Maresca, capo dell’opposizione di centrodestra in Consiglio comunale interviene sull’ordinanza di chiusura delle scuole in Campania. «Del resto siamo ancora in zona bianca, la meno preoccupante – prosegue la nota – ma la Campania sarebbe stata la sola Regione d’Italia a chiudere le scuole. Solo una delle incongruenze di questa gestione della crisi, solo apparentemente sceriffesca, ma in realtà ponziopilatesca. De Luca ora anche contro Draghi. Gli altri sempre in errore e lui solo illuminato, come i grandi principi dell’assolutismo settecentesco».

«Sono due anni che il governatore gestisce in maniera pressoché dittatoriale l’emergenza sanitaria e quasi sette anni che guida la sanità in Campania – continua Maresca – Cosa è cambiato? In meglio sembra proprio nulla. Troppo facile ora chiudere le scuole per mascherare le solite invariate deficienze. Troppo semplice dare la responsabilità ad altri. Altro che politica politicante, qua siamo al gioco delle tre carte, posti letto che appaiono o scompaiono all’occorrenza. Ora è arrivato il momento della verità».

«Come consiglieri comunali sentiamo la necessità da subito di comprendere il reale stato della sanità in città e dei presidi di tutela della salute. Perché gli ospedali sono di fatto al collasso, nonostante dai bollettini ufficiali risultino numerosi posti disponibili? Perché le scuole non sono adeguate ad accogliere in sicurezza gli studenti? E per colpa di chi? Cosa sta accadendo sui mezzi di trasporto? E cosa è stato fatto per affrontare la prevedibile emergenza? E ancora: a che punto siamo sulla gestione della movida selvaggia?», si chiede il consigliere di minoranza. 

«Stiamo spendendo da anni milioni e milioni di euro, soldi dei napoletani. Ma i servizi sono sempre inadeguati e a pagare per le incapacità altrui alla fine siamo sempre noi cittadini. C’è evidentemente qualcosa che non va. Ma noi, se ad altri non interessa, abbiamo il dovere di salvaguardare i nostri figli e il loro futuro ed esigere che ricevano lo stesso livello di istruzione dei loro coetanei veneti o toscani. Nelle medesime condizioni di sicurezza sanitaria. E così vale per gli altri servizi, dal trasporto alla tutela della salute. Sono anni che la sinistra gestisce tutto e questi sono i risultati. Ed ogni volta sembra che chi comanda sia arrivato ieri. Qualcuno dovrà pure rendere conto e se qualcuno ha sbagliato, è ora di iniziare a capire chi è stato. Anche per attivare gli strumenti di controllo e di accertamento delle responsabilità. I cittadini napoletani hanno diritto di sapere, siamo cittadini non sudditi e finalmente c’è un giudice anche per noi».

“Con l’ordinanza che disponeva la chiusura delle scuole De Luca ha ottenuto due soli effetti: totale confusione in un momento nel quale servono stabilità ed equilibrio, e visibilità massina, che era l’unico risultato al quale forse il governatore della Campania ambiva”.

Così il deputato del Movimento 5 Stelle Luigi Iovino. “Consapevole in partenza dell’illegittimità della sua azione, De Luca è andato avanti, guadagnandosi l’ennesimo pretesto per attaccare il governo nazionale quando la curva dei contagi avrebbe raggiunto il suo picco. Risultato: un fumo denso di polemiche che non servirà a coprire le mancanze di questa amministrazione regionale, che a due anni dall’inizio dell’emergenza non è stato capace di potenziare il sistema sanitario, nonostante oltre 100 milioni di euro investiti in Campania già dal governo Conte bis. Prova ne sono, tra i notevoli disagi, le file di ambulanze davanti agli ospedali e l’assurda decisione di sospendere le prestazioni ospedaliere non urgenti. Uno scenario già visto – conclude Iovino – peccato solo che da allora siano trascorsi due anni e decine di milioni di fondi pubblici che non sono stati investiti per potenziare reparti o per aprirne di nuovi, né per arruolare nuovo personale sanitario”.

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