NAPOLI, CASO TAMPONI GRATUITI: TENSIONI IN VIA VERDI, DISOCCUPATI OTTENGONO INCONTRO IL 20

Bufera tamponi gratuiti per consiglieri e Giunta comunale: tensioni davanti la sede di via Verdi. Il Movimento di lotta 7 novembre aveva annunciato un presidio di protesta e la polizia si è fatta trovare schierata contro i disoccupati. Ci sono stati momenti accesi con spintoni tra manifestanti e agenti, poi una delegazione è salita.

Il Movimento ha ottenuto la convocazione di un incontro il prossimo 20 gennaio con i capigruppo consiliare da parte della presidenza del Consiglio comunale Enza Amato.

“Dopo due anni siamo qui ancora una volta per dire che a pagare i costi di questa crisi sono ancora i disoccupati e i lavoratori con pagamenti autonomi dei tamponi, anche i rapidi a 15 euro che in altri Paesi te li buttano in faccia, i molecolari a 60-70 euro. Se bisogna ancora effettuare il tracciamento, che i tamponi siano gratuiti”.

Così Eddy Sorge del Movimento di Lotta Disoccupati 7 Novembre che stamattina ha guidato un presidio davanti alla sede del Consiglio comunale di Napoli. “È surreale – prosegue – che qualcuno pensi che si possano dare tamponi gratuiti ai consiglieri. Siamo qua non solo per dire che quella delibera è sbagliata, ma anche per dire a tutto il Consiglio comunale di chiedere all’ordine dei Farmacisti tamponi gratuiti per tutti i disoccupati e le disoccupate della città”.

Intanto questa mattina gli studenti medi sono scesi in piazza con un gruppo di alunni degli istituti superiori di Napoli che ha scioperato per chiedere di mettere in sicurezza le scuole. Gli studenti si sono riuniti questa mattina in largo Berlinguer per un sit-in, prima di raggiungere la sede della Città Metropolitana di Napoli, dove hanno dato vita a un presidio pacifico per chiedere di essere ascoltati dalle istituzioni. “Nessuna sicurezza nelle scuole, ma la Dad non è la soluzione”, questo lo slogan della protesta. “In questi due anni di pandemia – spiegano dal coordinamento dei collettivi studenteschi napoletani – lo Stato non ha fatto niente per le infrastrutture, gli edifici o i mezzi di trasporto pubblico, non garantendoci uno dei nostri diritti fondamentali che è quello allo studio, sfruttando la Dad come toppa per tutti i mancati investimenti nel corso degli anni”

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