LA POLVERIERA NAPOLI NELL’ACCORDO PER LA SICUREZZA: BABY GANG, DISAGIO SOCIALE E MAFIE

Un Accordo per la sicurezza e un sistema integrato con 30 articoli che spiegano un fatto eloquente: Napoli è una polveriera, sociale e criminale. Dalle baby gang alla dispersione scolastica, dalla movida alla videosorveglianza, dalle tensioni sociali per il lavoro e la casa fino ai campi rom. Questi i temi approfonditi nel documento firmato dal ministero dell’Interno, Comune e Regione.

“Quello delle baby gang è un problema che esiste, ma la questione attiene anche alla dispersione scolastica”. Ha detto la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese che poi ha aggiunto: “tutti collegano questo problema al lockdown che certamente ha avuto un impatto negativo sui ragazzi, ma bisogna anche pensare al contesto sociale. Ritengo importante il patto educativo proposto dall’arcivescovo di Napoli. So che non sta bene, ma la prossima volta riusciremo a organizzare un incontro. È un patto – sottolinea la titolare del Viminale – che va a coinvolgere aspetti ulteriori che possono incidere poi sulla sicurezza. Se non vado a scuola, poi mi dedico ad attività illecite. Allora, bisogna intervenire alla radice”.

Sull’argomento il governatore De Luca ha rincarato la dose: “la società contemporanea è cambiata, mi riferisco alle baby gang e all’età minorile. Sarà necessaria anche una qualche forma di innovazione legislativa per mettere lo Stato nelle condizioni di intervenire”.

Sulle infiltrazioni dei clan per i fondi del Pnrr Lamorege ha confermato che c’è “consapevolezza di questo, è per questo che anche come ministero dell’Interno abbiamo cercato di mettere in sicurezza alcune procedure” e che “le mafie si adattano facilmente alle nuove situazioni e sono ancora più complicate, forse più di ieri”.

Il sindaco Manfredi ha parlato di “necessità che ci sia un rafforzamento del corpo dei vigili urbani, sia in termini di personale che di dotazione tecnologica”. Primo cittadino e governatore, però, sottolineano la madre dei tutti i problemi. “Saremo chiamati a definire un piano che riguarda l’occupazione di fasce di precariato nelle aree giovanili. Abbiamo calcolato che avevamo quasi 13mila precari solo nella città di Napoli in attesa di risposte. Con i fondi del Pnrr credo potremo definire un progetto che possa dare risposte, ma senza l’illusione di una occupazione negli enti pubblici”, ha detto De Luca. “Usare i fondi del Pnrr per dare una risposta a giovani che non studiano e non lavorano è un approccio per noi indispensabile”, ha ribadito Manfredi.

Dall’opposizione Maresca plaude ma mette in guardia sulle infiltrazioni criminali: “occorre poi elaborare velocemente un sistema di controllo tecnologico e fisico del territorio, non trascurando le periferie. Il Comune di Napoli deve sviluppare un piano serio e realizzabile di riutilizzo sociale, ma anche economico dei beni confiscati alla criminalità”.

“Infine, ma non ultimo per importanza, si deve strategicamente affrontare il pericolo della camorra imprenditrice e finanziaria – conclude il consigliere – Fa piacere constatare da parte del ministro attenzione verso il serissimo pericolo di infiltrazione camorristica negli appalti del PNRR. Attendiamo ora di essere coinvolti in una battaglia che segnerà le sorti dei nostri concittadini e dei nostri figli per il prossimo futuro”, conclude.

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