ESPLODE IL CASO STIPENDI AL SAN CARLO, DE LUCA ATTACCA LISSNER E CHIAMA IL MAESTRO RICCARDO MUTI

Esplode il caso nomine e stipendi al teatro San Carlo di Napoli. A scatenare la bufera nel Consiglio di indirizzo del Massimo, finito al centro di una querelle politica, è la Regione Campania che si è schierata contro la nomina della neo direttrice generale, preannunciando un possibile stop all’erogazione dei fondi.

Del caso ha parlato oggi, nel corso di una diretta Facebook, anche il governatore Vincenzo De Luca. “Abbiamo verificato – così De Luca, spiegando le ragioni dello scontro – che il Soprintendente ha deciso di attribuire a una persona che lavorava al San Carlo, nominandola direttore, uno stipendio di 150mila euro all’anno. Secondo la Regione è una misura non prevista dallo statuto della fondazione, quindi non legittima. Investiremo della questione anche la Corte dei conti, ne attenderemo la pronuncia”.

“Riteniamo che, al di là delle questioni statutarie, sia intollerabile che in una situazione di difficoltà economica, con lavoratori in cassa integrazione, qualcuno abbia lo stomaco di portarsi lo stipendio a 150mila euro e nominare figure inutili, senza informare nessuno, neanche la Regione. Se qualcuno immagina di continuare a concepire il teatro San Carlo come una bottega privata – rimarca il governatore – si sbaglia. Negli anni scorsi è stata messa in piedi una logica di ricatto: siccome il San Carlo è un bene di valore mondiale, possiamo fare quello che vogliamo tanto continueranno a finanziarlo. Bene, ho voluto comunicare a tutti che il tempo dei ricatti è finito”.

“Se il teatro San Carlo è ancora aperto, è grazie alla Regione Campania. Senza la Regione avrebbe chiuso i battenti. Chi parla oggi dovrebbe tacere, così come ha fatto negli anni precedenti, quando il Comune di Napoli stanziava 600mila euro l’anno a fronte dei 10-12 milioni della Regione”.

Continua De Luca su quanto accaduto durante una riunione del consiglio di indirizzo del teatro San Carlo di Napoli. “Chi oggi parla dovrebbero ringraziare con la faccia per terra la Regione Campania. Se c’è qualcuno che ha difeso il San Carlo, e lo difenderà anche in futuro, è la Regione Campania. Ma – sottolinea – la Regione non è più disponibile a finanziare né marchette né abusi d’ufficio né conflitti di interesse”.

“Chi oggi parla non ha titolo per aprire bocca – insiste il governatore -. Noi abbiamo difeso e difenderemo per il futuro quello che è un patrimonio mondiale. Ma non difenderemo neanche per un istante né la logica del ricatto né quella della gestione privatistica”.

Non finisce qui, perché lo “Sceriffo” chiama in causa un big della lirica italiana: il napoletano Riccardo Muti. “Il più famoso direttore d’orchestra italiano, Riccardo Muti, è un nostro concittadino, un napoletano illustre che lavora nel mondo, non nel teatro San Carlo. Vorrei parlargli, non so che impegni ha oggi, ma credo che sarebbe utile avere una discussione di fondo con lui, intanto per sollecitarlo ad avere un impegno diretto anche sul San Carlo”. Lo ha proposto così il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, intervenendo, nel corso di una diretta Facebook. Il governatore è stato anche critico nei confronti del soprintendente del San Carlo, il francese Stéphane Lissner, in passato entrato in polemica con lo stesso Muti.

“Noi – ha aggiunto De Luca riferendosi a Lissner – abbiamo un soprintendente non italiano, mentre il più grande e famoso direttore d’orchestra al mondo è un nostro concittadino, ma lavora fuori. Abbiate pazienza… Nell’ambito di questa operazione trasparenza sul San Carlo, ci starebbe un dialogo con Riccardo Muti. Magari si potrebbero fare scelte più serie e rispettose e non avere più a che fare con gente che pensa di avere atteggiamenti di strafottenza con i soldi degli altri. Chi vuole essere strafottente deve impegnare il suo patrimonio di famiglia, non i soldi della Regione Campania”.

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