CROTONE, TERZO SETTORE ALL’AMMINISTRAZIONE: “SERVE PARTECIPAZIONE PER LA RIPARTENZA”

Nell’attuale e delicata fase pandemica che stiamo attraversando diventa fondamentale sfruttare al meglio ogni opportunità di crescita e di sviluppo dei nostri territori partendo dalla efficace programmazione di progetti ed interventi tesi a soddisfare i bisogni dei cittadini da realizzare in modo condiviso e partecipato.

Inizia così la nota diffusa da diversi esponenti dell’associazionismo, della cooperazione e del volontariato di Crotone: Francesca Pesce – Vicepresidente Centro servizi per il Volontariato “Calabria Centro”, Pino De Lucia e Anna Corrado – Legacoop Crotone, Antonio Tata – Libera Crotone, Filippo Sestito – Assocciazione “Gli Spalatori di Nuvole”, Fabio Riganello – Associazione “Maslow”, Vincenzo Medici – Associazione “Terra e Libertà”, Gregorio Mungari Cotruzzolà – Coop. Sociale Agorà Kroton, Aldo Pirillo – Associazione Volontari di strada, Marianna Barilari – Associazione Noi mamme e bebè, Leonardo Torchia – Associazione “Il Barrio”

“Il metodo della condivisione e della partecipazione consente a tutti i soggetti che operano in un determinato ambito – prosegue la nota – di confrontarsi circa la migliore strada da percorrere per realizzare gli obiettivi prefissati. Quando si parla di ‘sociale’ appare evidente come gli enti del terzo settore rappresentino i principali interlocutori degli enti locali in quanto soggetti che, avendo esperienza specifica nel perseguimento di finalità civiche e di solidarietà sociale, possono e devono fornire il proprio contributo nella fase di programmazione, progettazione e realizzazione delle attività e dei servizi necessari a rispondere ai bisogni della nostra comunità insieme agli enti preposti”.

L’amministrazione comunale di Crotone – affermano i firmatari – “non sembra incline ad attivare il metodo della concertazione con gli enti del terzo settore tanto è vero che nella seduta del consiglio comunale del 26 gennaio 2022 ha illustrato la volontà di lavorare su un bando teso alla valorizzazione di beni confiscati facendo riferimento ad una “esperta in politiche sociali” individuata dal Governo e che sta lavorando ad una proposta su uno dei beni confiscati in capo all’ente”.

“Come mai, ci domandiamo, nella fase di costruzione di una proposta progettuale a valere su un bando teso alla valorizzazione di beni confiscati della nostra città le numerose associazioni e gli altri enti del terzo settore di Crotone non sono stati minimamente interpellati? Non sarebbe opportuno attivare concretamente delle sinergie per raggiungere obiettivi comuni?”, la domanda delle organizzazioni sociali.

Non si è tenuto conto “neanche della comunicazione del 20/12/2021 dell’Agenzia per la Coesione Territoriale”, diretta anche a tutti i Comuni, che precisa: “Considerata l’importanza della misura e la sua strategicità nel delicato meccanismo di contrasto al fenomeno della criminalità organizzata, non disgiunta dalla considerazione della rilevanza che Enti del Terzo settore e Associazioni, ex art. 48, comma 3, lettera c) del Codice Antimafia, ricoprono nella fase gestionale dei beni in questione, l’Agenzia per la coesione territoriale ha ritenuto di riservare ai suddetti soggetti un ruolo fondamentale nel processo. Pertanto corre l’obbligo di evidenziare che l’Avviso in questione prescrive, tra i criteri generali di selezione, un’importante regola per quegli Enti proponenti che abbiano attivo un formale ed informale coinvolgimento del partenariato istituzionale, economico e sociale e delle organizzazioni del territorio nel processo di valorizzazione del bene confiscato proposto. Questo criterio, a cui è associato un punteggio da O a 5, a seconda del grado di coinvolgimento, cuba il 20% in peso di tutti i criteri generali di selezione.”

“Siamo convinti che per operare in modo efficace e contribuire alla ‘ripartenza’ – sottolineano le organizzazioni – sia necessario elaborare una strategia condivisa di sviluppo frutto della partecipazione attiva del terzo settore, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria e di tutti gli attori del territorio, una cornice all’interno della quale collocare tutti i progetti e gli interventi che l’amministrazione comunale intende realizzare”.

“Affinché tutto ciò sia possibile chiediamo un effettivo coinvolgimento degli enti del terzo settore nelle fasi di programmazione e realizzazione di ogni progetto o intervento che possa avere un impatto sulla dimensione sociale della comunità crotonese e l’istituzione di un tavolo di concertazione permanente per la condivisione di proposte progettuali utili alla comunità”, conclude la nota.

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